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Paolo Mieli a Otto e Mezzo: “La Schlein si ritiri dalla corsa a premier”

Paolo Mieli chiede alla Schlein un passo indietro sulla premiership del centrosinistra dopo le amministrative e rilancia il nodo delle alleanze.

Paolo Mieli e il giudizio sulla Schlein dopo le amministrative

Nella puntata di Otto e Mezzo andata in onda su La7, Paolo Mieli ha analizzato la fase politica del centrosinistra dopo i risultati delle elezioni comunali. Il confronto, guidato da Lilli Gruber, si è concentrato sulle difficoltà del cosiddetto campo largo, reduce da passaggi elettorali sfavorevoli in città considerate rilevanti, tra cui Venezia e Reggio Calabria.

La conduttrice ha introdotto il tema ricordando la posizione spesso favorevole espressa da Mieli nei confronti di Elly Schlein. “Tu sei probabilmente il più grande estimatore della segretaria Pd, che anche qui hai sempre difeso a spada tratta fin dall’inizio”, ha detto Gruber rivolgendosi all’editorialista del Corriere della Sera.

Mieli ha confermato la propria stima per la leader dem con una frase netta: “Io quando parlo di Elly Schlein mi alzo”. Subito dopo, però, la conduttrice ha posto la domanda politica centrale: “Che cosa ha sbagliato Elly Schlein, visto che queste amministrative non sono state per lei una gran vittoria”.

I meriti riconosciuti alla leader del Pd

Nel suo intervento, Mieli ha distinto tra il percorso compiuto dalla segretaria dem e gli errori commessi nella fase successiva. “Diciamo innanzitutto i suoi meriti. Lei ha preso un Pd in un momento cadaverico e l’ha riportato agli onori del mondo e questo le va riconosciuto, poi ha tenuto unita una colazione che aveva problemi”, ha affermato.

Il passaggio ha collocato il giudizio dell’editorialista dentro una lettura più ampia: da una parte il riconoscimento della capacità della Schlein di ricompattare il Partito Democratico, dall’altra la valutazione critica sulle scelte successive alle consultazioni referendarie e alla gestione delle candidature nei territori.

Secondo Mieli, nel centrosinistra si sarebbe diffusa una convinzione eccessivamente favorevole sull’esito del percorso politico avviato. “A questo punto però c’è stato un dopo referendum dove c’era un centrosinistra che pensava di aver incamerato tutto quanto per cui tutto era liscio e si sono fatti, secondo me, un sacco di errori nelle candidature anche per questo motivo, perché si sono ripresi i vecchi vizi, si dava per scontato che fosse fatta”.

La richiesta di un passo indietro sulla premiership

La parte più rilevante dell’intervento è arrivata quando Mieli ha indicato alla segretaria del Pd una possibile strada per la fase successiva. L’editorialista ha sostenuto che la Schlein dovrebbe concentrarsi sulla costruzione dell’alleanza, separando questo lavoro dalla candidatura alla guida del governo.

“Dopo quello che è successo io penso che Elly Schlein deve rimettersi a tessere la tela e per rimettersi a tessere la tela seriamente deve ritirarsi dalla corsa per la Presidenza del Consiglio”, ha dichiarato Mieli.

Poi ha aggiunto: “Secondo me farebbe bene a tirarsi fuori. Se è una grande leader, come io penso che sia, si deve chiamare fuori e dire ‘io non sarò la candidata del centrosinistra alle prossime politiche’”.

La posizione espressa in studio mette al centro il rapporto tra leadership del Pd, alleanze e scelta del candidato premier. Per Mieli, la rinuncia preventiva della Schlein alla candidatura per Palazzo Chigi potrebbe consentire al centrosinistra di riaprire il lavoro politico con gli alleati, evitando che la discussione sulla guida della coalizione preceda quella sul perimetro e sul programma.

Published by
Claudia De Napoli

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