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Muriel morta alle Maldive, il papà spezza il silenzio: “Vent’anni fa la bara di mio fratello, ora tocco quella di mia figlia”

Muriel Oddenino, morta alle Maldive durante un’immersione, è stata salutata a Poirino tra lacrime, ricordi e le parole strazianti del padre.

Muriel Oddenino, l’addio nella chiesa di Poirino

La bara bianca di Muriel Oddenino è arrivata nella parrocchia di Santa Maria Maggiore a Poirino, nel Torinese, circondata da fiori bianchi e dal silenzio di una folla raccolta fuori e dentro la chiesa. La ricercatrice di 31 anni, biologa e assegnista del dipartimento di Scienza della terra, dell’ambiente e della vita dell’Università di Genova, è morta durante un’immersione alle Maldive insieme ad altri quattro sub: Federico Gualtieri, Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal e Gianluca Benedetti.
Nel paese d’origine della giovane è stato proclamato il lutto cittadino dal sindaco Nicholas Padalino, presente alle esequie insieme ad amministratori e rappresentanti delle istituzioni. In chiesa, accanto alla bara, c’erano i genitori Andrea Oddenino e Silvina, i fratelli, gli amici arrivati dalla Liguria e tante persone che hanno voluto stringersi alla famiglia in un momento di dolore difficile da raccontare.
Le parole più forti sono state quelle del padre Andrea, che ha affidato alla chiesa il ricordo della figlia e il peso di un dolore già conosciuto anni prima. “Vent’anni fa toccavo la bara di mio fratello, ora quella di mia figlia. Da questa generazione ci si aspetta la vita, che ci passi davanti: lei non ha visto il mezzogiorno, mentre io sono alla sera. Quando questa bara uscirà, tornerò a pensare a lei viva che correva su queste strade, dove la sera non c’è molto traffico. Muriel bambina che provava ad andare in bicicletta o con i pattini a rotelle”.

Le parole del padre: “Penso a Muriel nella grotta”

Davanti alla chiesa gremita, Andrea Oddenino ha ringraziato chi ha partecipato al funerale e chi ha scritto alla famiglia in questi giorni. “Voglio ringraziare tutti voi che siete venuti”, ha detto rivolgendosi ai presenti, ricordando gli amici del paese, quelli arrivati da lontano e le autorità.
Il pensiero del padre è poi andato agli ultimi istanti della figlia, rimasta intrappolata durante l’immersione. Le sue parole hanno attraversato la chiesa con una delicatezza dolorosa: “Noi esseri umani vogliamo rivedere vive le persone che se ne sono andate. Penso a Muriel intrappolata nella grotta, spero che con quelle ultime boccate di ossigeno si sia addormentata, che un angelo sia venuto a dirle: ‘Non aver paura, ci sono io qui con te‘, che gli ultimi rimasti lucidi si siano presi per mano”.
Nel suo ricordo, Muriel non è stata descritta solo come una giovane ricercatrice appassionata del mare, ma come una persona capace di guardare la vita con stupore. “Gli ultimi giorni Muriel diceva: ‘Non preoccupatevi per me, preoccupatevi per voi che vivete una realtà ristretta!’. Viveva in una condizione di meraviglia, di grande pace. Questo mondo ha bisogno di gente che sia solidale, di gente che pensi alla parola pace”.
La famiglia ha scelto che le ceneri della giovane vengano sparse in mare a Finale Ligure, luogo legato alla sua vita e alla sua passione. Quel mare che Muriel aveva studiato, attraversato e amato diventerà così l’ultimo spazio del suo legame con chi le ha voluto bene.

Il ricordo dei fratelli e l’omelia del parroco

Durante il funerale hanno preso la parola anche i fratelli Guido e Thomas, che hanno consegnato alla chiesa un’immagine tenera e profondissima della sorella. “Dirle addio significa accettare che non la vedrò più, e io non voglio. Quel mare che era il suo sogno, ora è la sua casa. Ho pensato che l’acqua salata accompagna da sempre gli esseri umani e che le lacrime sono della stessa essenza, e forse un giorno diventeranno il modo più profondo di non sentirla come assenza, ma sentirla ancora più vicina”.
Poi il saluto finale: “Ora ti lascerei guidare dalle stelle, e il tuo dolce cuore batterà ancora vicino a tutti noi”. Parole che hanno accompagnato l’addio a una giovane donna ricordata per la sua passione scientifica, per l’amore verso il mare e per la capacità di lasciare una traccia profonda nella vita di chi l’ha conosciuta.
Nell’omelia, il parroco don Domenico Cravero ha invitato i presenti a custodire la gioia di vivere di Muriel, senza cancellare il dolore. “I familiari vorrebbero che noi in questo momento ricordassimo la gioia di vivere di Muriel, la forza della sua giovinezza e il miracolo della sua bellezza. Senza negare le lacrime. Se, come dicono le scritture, Muriel vive, cosa continua di lei in noi?”.
Il sacerdote ha ricordato anche l’impegno della giovane ricercatrice nello studio delle profondità marine e dei segni del dissesto ecologico. Ha poi citato il gesto dei sub finlandesi che hanno partecipato alle operazioni di recupero senza accettare compensi, definendolo un segno concreto di sostegno e vicinanza.
L’ultimo saluto a Muriel Oddenino si è chiuso nel dolore di Poirino, tra la bara bianca, le parole dei familiari e il ricordo di una vita breve, legata al mare, alla ricerca e agli affetti più profondi.

Published by
Claudia De Napoli

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