Angelo Bonelli prende le distanze da Ilaria Salis sulla richiesta di abolire la parata militare del 2 giugno.
La proposta di Ilaria Salis di abolire la parata militare del 2 giugno non convince Angelo Bonelli. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra aveva criticato la sfilata delle Forze Armate nel giorno della Festa della Repubblica, sostenendo che la ricorrenza dovesse essere riportata a una dimensione esclusivamente civile, popolare e democratica.
La posizione della parlamentare europea ha aperto un confronto anche dentro l’area politica di riferimento. Intervenuto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, Bonelli ha chiarito di non condividere la richiesta di cancellare la parata, pur ribadendo la necessità di ripensarne il significato e la rappresentazione pubblica.
“Lei è libera di dire quello che vuole. La posizione di Avs è di Avs”, ha affermato Bonelli, segnando una distanza netta dall’impostazione scelta da Salis. Alla domanda sulla proposta di abolire la sfilata militare, il deputato ha risposto in modo chiaro: “Non sono d’accordo”.
La presa di posizione arriva dopo il messaggio pubblicato da Salis sui suoi canali, nel quale l’eurodeputata aveva collegato la parata al clima internazionale segnato da guerre, riarmo e militarismo. Una lettura che Bonelli non ha fatto propria, scegliendo invece una linea diversa: non cancellare l’appuntamento, ma trasformarlo.
Nel suo intervento pubblico, Ilaria Salis aveva chiesto una scelta definita forte e controcorrente. La sua proposta partiva dall’idea che la Festa della Repubblica non dovesse essere associata alla presenza di reparti militari e mezzi delle Forze Armate, soprattutto in un momento storico segnato da tensioni internazionali.
“In un’epoca pericolosamente segnata da riarmo, militarismo e guerre sempre più vicine, servirebbe il coraggio di compiere una scelta forte e controcorrente: abolire la parata militare del 2 giugno e restituire alla Festa della Repubblica il suo originario carattere civile, popolare e democratico”, aveva scritto Salis.
La frase ha rilanciato una polemica ricorrente attorno al 2 giugno, data che per una parte del Paese rappresenta anche il riconoscimento del ruolo delle istituzioni militari nella storia repubblicana, mentre per altri dovrebbe essere celebrata con simboli meno legati alla dimensione armata dello Stato.
La richiesta di Salis ha quindi spinto Bonelli a precisare la posizione di Avs, distinguendo la libertà di espressione dell’eurodeputata dalla linea politica complessiva del movimento. Il punto di equilibrio indicato dal deputato non è l’abolizione della parata, ma una sua revisione profonda.
Pur respingendo la proposta di cancellare la parata, Angelo Bonelli ha spiegato di ritenere necessaria una riflessione sul modo in cui la Festa della Repubblica viene rappresentata. Per il deputato di Avs, il 2 giugno non dovrebbe apparire come una dimostrazione di forza militare.
“Penso però che una riflessione sul fatto che il 2 Giugno non possa essere una manifestazione muscolare e militare, questo sì, invece. Nel momento difficile in cui si vive, bisogna porsi in modo diverso”, ha dichiarato Bonelli.
Il deputato ha poi indicato quale potrebbe essere, a suo giudizio, una trasformazione della celebrazione: “Io trasformerei la parata, dando una rappresentazione di quella che oggi è l’Italia, mostrando chi manda avanti la sanità pubblica o i nostri cooperanti all’estero”.
La distinzione è stata ribadita anche rispetto al ruolo dell’Esercito. Bonelli ha precisato di non essere contrario alla sua esistenza, ma di voler evitare che la ricorrenza repubblicana venga percepita come una prova di forza. “Io non sono per abolire l’Esercito, però eviterei la prova muscolare”.
La distanza tra Salis e Bonelli resta quindi politica e simbolica. La prima chiede l’abolizione della parata militare, il secondo propone una sua trasformazione, con più spazio alla sanità pubblica, alla cooperazione internazionale e a una rappresentazione più ampia del Paese nel giorno della Festa della Repubblica.
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