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Grazia a Nicole Minetti, Mattarella chiude il caso e conferma la grazia ma Travaglio attacca: “Quereliamo i magistrati”

La grazia a Nicole Minetti resta confermata: il Quirinale chiude il caso, mentre Travaglio annuncia nuove prove e possibili querele.

Grazia a Nicole Minetti, il Quirinale non riapre il decreto

La grazia a Nicole Minetti resta confermata e non sarà rivalutata. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiuso il passaggio istituzionale dopo la relazione trasmessa dalla Procura generale di Milano, che ha escluso elementi tali da mettere in discussione il decreto di clemenza firmato nei mesi scorsi. La decisione arriva dopo settimane di polemiche, ricostruzioni giornalistiche e accuse incrociate sul provvedimento concesso all’ex consigliera regionale della Lombardia, condannata nell’ambito del caso Ruby e oggi residente tra l’estero e gli Stati Uniti.
Secondo il quadro confermato dagli uffici competenti, restano validi i presupposti umanitari indicati alla base della grazia: il cambiamento di vita della Minetti e la necessità di assistere il figlio minore adottato, affetto da gravi problemi di salute. La relazione della Procura generale di Milano ha ritenuto non fondate le ricostruzioni che avevano sollevato dubbi sulla reale situazione personale e familiare dell’ex consigliera, escludendo irregolarità nel percorso che ha portato al provvedimento.
La nota del Quirinale ha dunque segnato la chiusura del fronte istituzionale, ma non quella dello scontro pubblico. La vicenda si è infatti spostata immediatamente sul piano giudiziario e mediatico, con il Fatto Quotidiano deciso a difendere le proprie inchieste e la difesa della Minetti pronta a valutare un’azione risarcitoria di enorme portata contro giornali e trasmissioni televisive.

Travaglio contro la Procura: “L’unica cosa che non può fare è accusare il Fatto di falso”

La presa di posizione della Procura generale di Milano ha provocato la reazione durissima di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, intervenuto a Otto e mezzo su La7 e poi tornato sul caso anche in sede editoriale. Il giornalista ha respinto le accuse rivolte al lavoro del suo quotidiano e ha annunciato possibili iniziative legali se non arriveranno rettifiche formali.
“La Procura generale può anche raccontare che gli asini volano, ma l’unica cosa che non può fare è accusare il Fatto di falso”, ha dichiarato Travaglio, sostenendo che l’impianto delle verifiche svolte dalla magistratura milanese sarebbe viziato da una scelta di fondo: non ascoltare direttamente alcune persone citate nelle inchieste del giornale.
Il direttore del Fatto Quotidiano ha indicato, tra queste, l’ex massaggiatrice Graciela De Los Santos Torres, legata alla tenuta uruguaiana finita al centro delle ricostruzioni pubblicate dalla testata. Secondo Travaglio, bollare come false quelle inchieste senza sentire i testimoni ritenuti centrali rappresenterebbe un passaggio contestabile, anche sul piano della completezza degli accertamenti.
Il giornalista ha rivendicato inoltre il ruolo del quotidiano nella diffusione della notizia sulla grazia, affermando che l’opinione pubblica ne avrebbe avuto conoscenza grazie al lavoro della redazione. Poi ha contestato anche la scelta di affidare il supplemento di verifica allo stesso magistrato che aveva già espresso un parere favorevole sul provvedimento.
“Abbiamo appena votato per separare le carriere, non potevano almeno affidarlo a un altro?”, ha detto Travaglio, prima di rivolgere un affondo diretto al Capo dello Stato: “Secondo me Mattarella è un amante del pericolo. Nonostante la sua fama di prudenza è uno spericolato, un amante del brivido”.

Nicole Minetti prepara la richiesta danni: nel mirino giornali e trasmissioni

Mentre il Quirinale considera chiusa la questione, la difesa di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani si prepara a una controffensiva giudiziaria. I legali hanno annunciato l’intenzione di chiedere un risarcimento da 250 milioni di euro, indirizzato non solo al Fatto Quotidiano, ma anche alle trasmissioni Report ed È sempre Cartabianca.
L’avvocato Emanuele Fisicaro ha spiegato che la cifra sarebbe stata calcolata tenendo conto di criteri legati al danno d’immagine e patrimoniale, con riferimento anche alle attività imprenditoriali del gruppo Cipriani. Il legale ha richiamato “parametri mutuati dai sistemi giuridici commerciali d’oltreoceano”, indicando tra gli elementi valutati i fatturati, i mercati di riferimento e le conseguenze economiche che la diffusione di notizie ritenute infondate avrebbe potuto produrre.
La vicenda potrebbe però allargarsi anche al fronte penale. La difesa valuta infatti iniziative legate alla presunta diffusione di informazioni sensibili sull’iter adottivo del minore e sulle sue condizioni di salute. Secondo i legali della coppia, alcuni contenuti pubblicati avrebbero violato le regole poste a tutela dell’infanzia, con particolare riferimento alla Carta di Treviso.
Il primo passaggio formale sarà il tentativo obbligatorio di mediazione civile, previsto entro la fine del mese. Se non dovesse arrivare un accordo, lo scontro si trasferirà in tribunale. Da una parte il Fatto Quotidiano annuncia nuove pubblicazioni e difende il proprio lavoro; dall’altra la Minetti e Cipriani preparano una richiesta danni destinata ad aprire un contenzioso di forte impatto pubblico e giudiziario.

Published by
Claudia De Napoli

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