Una colazione in centro a Milano con due cappuccini e due brioche è costata 18 euro, riaprendo il caso dei prezzi.
Una semplice colazione per due persone nel centro di Milano è arrivata a costare 18 euro. Non un brunch abbondante, non un servizio particolare con piatti internazionali, ma la consumazione più classica per molti italiani: due cappuccini e due brioche farcite. Il conto finale, raccontato da un lettore attraverso la foto dello scontrino, è stato di 9 euro a persona, con 4,50 euro per ogni cappuccino e 4,50 euro per ogni brioche. Il locale si troverebbe nella zona tra Duomo e Cordusio, una delle aree più centrali e frequentate della città, dove i prezzi sono generalmente più alti rispetto ad altri quartieri. La cifra, però, ha riaperto il confronto sul costo della vita nel capoluogo lombardo e sulla distanza sempre più evidente tra spese quotidiane e stipendi.
A raccontare l’episodio è stato un lettore, che ha definito quella ricevuta “l’emblema di una follia tutta milanese”. Nella segnalazione viene indicata una consumazione ordinaria, senza elementi particolari tali da giustificare agli occhi del cliente un conto così elevato. Il caso colpisce proprio perché riguarda un’abitudine quotidiana e non una cena in un ristorante di lusso o un’esperienza turistica esclusiva. Nel centro di Milano, tra attività storiche, locali di tendenza e zone ad altissima affluenza, i listini possono variare molto, ma uno scontrino da 18 euro per due cappuccini e due brioche diventa inevitabilmente un simbolo della percezione di rincari ormai difficili da sostenere per molti residenti e visitatori.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio, segnato dall’aumento dei costi nelle grandi città italiane. A Milano, il tema dei prezzi in bar, pasticcerie e locali del centro torna periodicamente al centro delle discussioni, soprattutto quando riguarda consumazioni comuni e facilmente confrontabili. Qualche mese fa aveva già fatto discutere un altro scontrino: due cappuccini con brioche in Galleria Vittorio Emanuele II erano costati 22 euro. Anche in quel caso, il nodo non era solo il prezzo in sé, ma il divario tra il costo di una consumazione ordinaria e il potere d’acquisto di chi vive o lavora in città. Nel pieno centro, la posizione può incidere sul conto finale, così come affitti, personale e costi di gestione. Resta però il fatto che una colazione da 9 euro a testa, composta soltanto da cappuccino e brioche, diventa per molti il segnale di una città sempre più costosa, dove anche i gesti più semplici rischiano di trasformarsi in una spesa da valutare con attenzione.
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