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Ceccardi travolge travolge la Schlein sulla Patrimoniale: “Vuole creare l’inferno fiscale”

Susanna Ceccardi attacca la patrimoniale proposta dalla sinistra e avverte: nuove tasse rischiano di far fuggire capitali e lavoro.

Patrimoniale, Ceccardi attacca la sinistra

Susanna Ceccardi attacca frontalmente la proposta di introdurre una patrimoniale, rilanciata nel campo progressista come misura contro i grandi patrimoni. Ospite di 4 di sera su Rete 4, l’eurodeputata della Lega ha contestato l’impostazione della sinistra, sostenendo che nuove tasse sui capitali non produrrebbero maggiore gettito per lo Stato, ma l’effetto opposto. Il nodo, secondo Ceccardi, non riguarda soltanto l’equità fiscale evocata dal centrosinistra, ma il rischio concreto di spingere ricchezze, investimenti e attività produttive fuori dall’Italia. La sua frase più dura è diventata il centro dello scontro politico: “La sinistra a forza di parlare di paradisi fiscali vuole creare l’inferno fiscale”.

La critica alle nuove tasse e alla fuga dei capitali

Nel suo intervento, Ceccardi ha sostenuto che la patrimoniale rischierebbe di indebolire l’economia nazionale invece di rafforzarla. “Quando si parla di patrimoniali, lo Stato non incassa più gettito, lo perde perché i capitali se ne vanno all’estero, dove ci sono non dei paradisi fiscali, ma dei posti dove si può vivere”, ha dichiarato l’eurodeputata leghista. Il ragionamento è netto: ogni volta che la politica annuncia nuovi prelievi sui patrimoni, chi può spostare capitali e residenze fiscali cerca soluzioni fuori dai confini nazionali, mentre il peso resta su chi non ha alternative. Ceccardi ha poi aggiunto un avvertimento rivolto direttamente agli elettori: “Io spero che dopo le varie esperienze che abbiamo provato sulla pelle degli italiani negli ultimi anni ai governi di sinistra, gli italiani non si facciano abbindolare dalla patrimoniale”.

Lusso, distretti e made in Italy nel mirino del confronto

La rappresentante della Lega ha collegato il tema fiscale anche alla tenuta dei distretti produttivi italiani, in particolare quelli legati al lusso, alla moda, all’oreficeria e al made in Italy. “Ogni volta che si promettono nuove tasse, lo Stato incassa meno perché chi può se ne va”, ha sottolineato Ceccardi, spiegando che a subire le conseguenze sarebbero soprattutto lavoratori e filiere produttive. Il riferimento è ai settori che danno occupazione e contribuiscono all’immagine internazionale dell’Italia, dai distretti orafi di Vicenza e del Veneto fino alle realtà produttive della Toscana. “Parlo anche da persona che conosce bene i distretti. Come il distretto Orafo che abbiamo a Vicenza, che abbiamo in Veneto, che abbiamo in Toscana. I distretti del lusso, della moda, sono il nostro valore aggiunto. Sono il nostro made in Italy. Non possiamo pensare di tassare il lusso”, ha concluso. La polemica sulla patrimoniale resta così uno dei fronti più accesi tra centrodestra e sinistra, con la Lega che accusa il campo progressista di voler colpire patrimoni, imprese e settori strategici dell’economia nazionale.

Published by
Emanuele Larocca

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