Imagbe Ehizomwengie aveva vinto 500mila euro con un Gratta e vinci a Pesaro, ma senza documenti non poteva riscuotere.
Una vincita da 500mila euro con un Gratta e vinci comprato a Pesaro si è trasformata in una lunga battaglia burocratica e giudiziaria per Imagbe Ehizomwengie, 36enne originario della Nigeria e da anni in Italia senza permesso di soggiorno. L’uomo aveva acquistato il biglietto nel novembre 2025 nei pressi di un supermercato, usando i pochi soldi raccolti mentre faceva l’ambulante e chiedeva l’elemosina. La fortuna sembrava avergli cambiato la vita in pochi istanti, ma l’assenza di documenti gli ha impedito di aprire un conto corrente e incassare direttamente la somma. Da quel momento è iniziato un percorso complicato, fatto di tentativi, tensioni e ricorsi, concluso con una sentenza favorevole del Tribunale di Ancona.
Il primo ostacolo per Imagbe Ehizomwengie è arrivato subito dopo la scoperta della vincita. Senza un permesso di soggiorno e senza un conto intestato, il 36enne non poteva riscuotere il premio. Per superare il problema si sarebbe affidato a un connazionale, che avrebbe incassato la somma al suo posto. Il rapporto tra i due, però, si sarebbe incrinato quando l’amico avrebbe iniziato a considerare quei soldi come propri.
La situazione è stata poi ricomposta con un accordo interno tra persone vicine al 36enne. Metà della vincita, pari a 250mila euro, è stata trasferita sul conto di un cugino di Imagbe, che ha utilizzato il denaro per acquistare un negozio a Falconara Marittima, in provincia di Ancona. Proprio lì l’uomo avrebbe dovuto cominciare a lavorare, una volta risolta la sua posizione amministrativa. Il paradosso era evidente: aveva una somma importante a disposizione, ma senza documenti non poteva incassarla pienamente né dimostrare in modo lineare la propria autonomia economica.
La storia personale di Imagbe Ehizomwengie era già segnata da un percorso difficile. Arrivato in Italia nel 2022, l’uomo aveva lasciato la Nigeria anni prima per sottrarsi, secondo quanto emerso nel procedimento, all’obbligo familiare di entrare in una setta segreta guidata dal padre. La sua richiesta di protezione speciale era stata respinta dalla Questura di Pesaro, lasciandolo in una condizione di forte incertezza.
I ricorsi presentati dai suoi legali hanno però portato a una svolta. Il Tribunale di Ancona ha ribaltato la decisione amministrativa e ha ordinato il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale. A pesare nella valutazione sono stati il percorso di integrazione, la buona conoscenza della lingua italiana e l’assenza di precedenti penali.
Con la regolarizzazione, la vincita può ora diventare davvero uno strumento di ripartenza. Imagbe potrà lavorare nel negozio acquistato a Falconara Marittima grazie a una parte del premio e uscire dal limbo in cui era rimasto dopo il colpo di fortuna. Una storia nata da un biglietto comprato con pochi euro, passata attraverso ostacoli legali e personali, e arrivata infine a un esito che gli consente di costruire una nuova stabilità in Italia.
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