Marco Rizzo critica Bruxelles sulla flessibilità energetica: per Voce Libera i fondi non serviranno a tagliare bollette e carburanti.
Lo scontro sulla flessibilità europea per l’energia entra nel confronto politico italiano con l’attacco di Marco Rizzo all’Unione europea e alla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. Il leader di Voce Libera contesta la linea indicata dal commissario Valdis Dombrovskis, secondo cui i margini di bilancio concessi agli Stati membri potranno essere usati per investimenti legati alla resilienza energetica, ma non per misure generalizzate come il taglio delle accise sui carburanti. Bruxelles ha confermato la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel triennio 2026-2028, con un limite complessivo dello 0,6%, per interventi strutturali sul sistema energetico.
La posizione di Rizzo è durissima. Secondo il leader di Voce Libera, la risposta europea alla richiesta italiana non andrebbe incontro alle esigenze immediate di famiglie, imprese, artigiani e agricoltori colpiti dall’aumento dei costi.
“L’Unione europea ha mostrato per l’ennesima volta il suo vero volto crudele, cinico e spietato. Nella lettera del commissario Valdis Dombrovskis all’Italia sulla presunta concessione di flessibilità sull’energia viene chiaramente spiegato che questi fondi in più NON potranno essere utilizzati per aiutare i cittadini, le famiglie e le imprese, soprattutto picccole o gli artigiani e gli agricoltori, contrastando l’aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette. Esattamente ciò che sta rendendo gli italiani sempre più poveri”.
Il nodo riguarda l’utilizzo concreto degli spazi di bilancio. La Commissione europea ha aperto a una flessibilità limitata per investimenti su energia verde, veicoli elettrici, pannelli solari, pompe di calore e batterie, ma ha escluso che quella leva possa essere impiegata per sussidi ai combustibili fossili o tagli generalizzati sui carburanti.
Per Rizzo, la distinzione tra investimenti strutturali e aiuti immediati rappresenta il punto politico più grave. Il leader di Voce Libera sostiene che il problema reale sia il peso di bollette e carburanti sui bilanci quotidiani degli italiani, mentre Bruxelles continuerebbe a privilegiare la linea del Green Deal.
“Al di là dello stucchevole dibattito tra governo e finta opposizione, il dato è uno solo: Bruxelles e la Commissione di Ursula von der Leyen NON vogliono aiutare i cittadini e addirittura rilanciano le follie del Green Deal. E di folle qua ci sono solo le istituzioni europee che vogliono fame e miseria per gli italiani”.
La posizione della Commissione europea, secondo quanto emerso nelle comunicazioni ufficiali e nelle dichiarazioni di Dombrovskis, resta invece orientata a misure temporanee e mirate, evitando interventi considerati troppo ampi o capaci di aumentare la domanda di combustibili fossili. Il commissario aveva già indicato la necessità di non ripetere gli errori della crisi energetica del 2022, chiedendo misure più selettive e con durata limitata.
L’intervento di Rizzo non si limita alla critica economica. Il leader di Voce Libera collega il dossier energetico a una linea politica più ampia, che comprende la collocazione internazionale dell’Italia, i rapporti con l’Unione europea e l’appartenenza alla Nato.
“Unica soluzione la neutralità del nostro Paese nella Costituzione e via dall’Ue e dalla Nato”.
La richiesta si inserisce nella posizione storica di Rizzo, contraria all’impianto politico e strategico europeo e atlantico. Nel caso della flessibilità energetica, la sua accusa è che la Commissione europea conceda margini solo a condizione che vengano usati per investimenti coerenti con la transizione, lasciando fuori gli interventi diretti sui costi che pesano su famiglie e imprese.
Il confronto resta aperto anche dentro la politica italiana. Il governo aveva chiesto maggiore flessibilità per affrontare l’aumento dei prezzi dell’energia, mentre Bruxelles ha risposto indicando una strada più circoscritta: investimenti per rafforzare il sistema energetico, non tagli generalizzati su carburanti e bollette. Una distinzione che per Rizzo conferma la distanza tra le istituzioni europee e le esigenze immediate degli italiani.
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