Scontro durissimo a Piazzapulita tra Corrado Formigli e Francesco Borgonovo sul reportage dedicato alla remigrazione e a Martin Sellner.
Lo scontro è esploso in diretta a Piazzapulita, su La7, durante il confronto tra Corrado Formigli e Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità. Al centro della tensione c’è l’inchiesta realizzata dall’inviata Emanuela Pala negli ambienti legati a Martin Sellner, attivista austriaco, fondatore del Movimento Identitario e sostenitore della cosiddetta remigrazione. Il reportage, frutto di oltre un anno di lavoro sotto copertura, ha mostrato affermazioni di stampo filo-nazista pronunciate da persone vicine a quell’area. Borgonovo ha contestato l’impostazione del servizio, mentre Formigli ha difeso con forza il lavoro della sua inviata.
La discussione nasce dopo la messa in onda dell’inchiesta di Emanuela Pala, entrata per mesi dentro la rete politica e culturale riconducibile a Martin Sellner. L’attivista austriaco è uno dei principali promotori della remigrazione, concetto che prevede il rimpatrio degli immigrati verso i Paesi d’origine.
In studio, insieme alla giornalista, erano presenti anche Stefano Cappellini di Repubblica e l’ex magistrato Gianrico Carofiglio. Collegato da remoto, Francesco Borgonovo ha difeso il concetto politico elaborato da Sellner, di cui ha firmato anche la prefazione all’edizione italiana del manifesto “Remigrazione. Una proposta”, pubblicato da Passaggio al Bosco.
A innescare il confronto è stata una domanda diretta di Formigli: “Tu appoggi quelle teorie espresse da Sellner?”.
Borgonovo ha respinto subito la premessa: “Intanto, non c’è nessuna teoria, c’è una proposta politica fatta in chiaro, che si potrebbe discutere se non facessimo tutte le volte questa pantomima col bau bau. Io penso che la remigrazione sia un atto umanitario“.
Il vicedirettore de La Verità ha sostenuto che l’immigrazione di massa produca sfruttamento e condizioni di schiavitù. Formigli ha replicato richiamando la tragedia dei quattro lavoratori morti carbonizzati in un minivan ad Amendolara, ma Borgonovo ha respinto l’accostamento e ha risposto: “Se vuoi, rispondi tu alle tue stesse domande. Del resto, ve la siete cantata e suonata tra di voi finora“.
Il confronto si è fatto ancora più acceso quando Borgonovo ha collegato il tema dello sfruttamento dei braccianti a un sistema economico fondato sulla libera circolazione della manodopera, chiamando in causa Soros, le politiche favorevoli all’apertura delle frontiere e la globalizzazione.
Il giornalista ha poi commentato le immagini del reportage, nel quale compaiono anche sostenitori filo-nazisti vicini all’ambiente di Sellner: “Poi vi stupite se c’è qualche imbecille che dice bestialità. Con questa propaganda ne produrrete molti di più e non vi spiegate perché la gente vota a destra”.
È stato il riferimento alla “propaganda” a far salire definitivamente la tensione. Formigli ha interrotto il collegamento e ha chiesto: “Ma chi è che fa la propaganda, scusa? Voi chi?”.
La risposta di Borgonovo è stata immediata: “Anche qui si fa, si è fatta stasera”.
A quel punto il conduttore ha difeso il lavoro giornalistico della sua inviata e ha alzato i toni: “Quindi, per te questa inchiesta è propaganda? Tu ti devi levare il cappello di fronte a questa inchiesta, se sei un giornalista, hai capito? Non importa da che parte stai: ti levi il cappello di fronte a una giornalista e a una collega che è andata lì a suo rischio e pericolo per raccontare delle cose che tu non puoi smentire. Quindi, levati il cappello e non parlare di propaganda qua”.
Negli ultimi minuti dello scambio, Borgonovo ha provato a replicare, ma Formigli lo ha interrotto nuovamente, accusandolo di delegittimare il lavoro dell’inviata.
“Tu stai insultando il lavoro giornalistico di una mia inviata”, ha detto il conduttore.
“Io non ho insultato nessuno – ribatte il giornalista – Allora parla tu, così dai lezioni di democrazia e di giornalismo”.
La tensione è rimasta alta fino alla chiusura del confronto. Formigli ha insistito: “No, tu stai insultando un lavoro giornalistico in questa trasmissione e non te lo consento”.
Borgonovo ha negato ancora: “Stiamo facendo un dibattito e non sto assolutamente insultando nessuno”.
Il conduttore ha poi chiarito il punto che, a suo giudizio, non poteva essere superato: “Se tu dici che fa propaganda qualche partito, puoi dirlo, ma se tu dici che noi facciamo propaganda attraverso il lavoro giornalistico, non te lo consento, fine”.
La chiusura è arrivata con l’ultima replica del vicedirettore de La Verità: “E allora sai che c’è? – chiosa Borgonovo – Parla tu, raccontatevela fra di voi”.
Lo scontro a Piazzapulita ha così trasformato il confronto sulla remigrazione in una lite aperta sul confine tra critica politica, inchiesta giornalistica e accusa di propaganda.
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