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Scontro sul caso Modena, Bignami: “Il Pd si vergogna di essere italiano e occidentale”

Galeazzo Bignami interviene sul caso Modena e accusa la sinistra di favorire un modello contrario all’identità nazionale.

Lo scontro politico sul caso di Modena arriva in Parlamento con le parole di Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, in un’intervista al “IL GIORNALE”. Al centro della polemica ci sono i cori pro Pal intonati da bambini di cinque scuole davanti a Sulaiman Hijazi, indicato come indagato per terrorismo dalla Procura di Genova. Mentre il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha chiesto chiarimenti immediati, Bignami accusa la sinistra di aver abbandonato la difesa dei valori nazionali per ragioni ideologiche ed economiche.

L’esponente di Fratelli d’Italia parla di un problema che, a suo giudizio, va oltre il singolo episodio scolastico. Per Bignami, quanto accaduto a Modena sarebbe il segnale di una linea culturale più ampia, fondata sul ridimensionamento dell’identità italiana e sulla costruzione di un modello educativo distante dalla storia nazionale.

Bignami sul caso Modena: “Basterebbe che la scuola facesse la scuola”

Per Galeazzo Bignami, il primo punto riguarda il ruolo della scuola e il rischio di trasformare gli studenti in strumenti di messaggi politici. “Basterebbe che la scuola facesse la scuola. Il sindaco forse non sapeva chi fosse quella persona, ma sono fatti che rispondono a un disegno ben preciso. Che capiti proprio a Modena, cioè nell’Emilia rossa che conosco bene visto che ci vivo, fa comprendere come non ci sia alcuna cautela su questi temi. Anzi. Sembra quasi che i bambini vadano educati ad una sorta di sottomissione ideologizzata. Le pare possibile che in certe scuole facciano inneggiare ai bambini Free Palestine, ma non insegnino l’Inno di Mameli? Per me è inaccettabile, per loro è un disegno”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia lega l’episodio a una critica più ampia nei confronti della sinistra e del suo rapporto con la cultura nazionale. Alla domanda su quale sia il “disegno” evocato, Bignami risponde: “La creazione di un modello che porta al rifiuto della nostra storia e della nostra cultura. È evidente la volontà di sminuire l’identità nazionale da parte di chi fa battaglie per togliere il crocifisso, il presepe e però poi porta gli islamici in classe. Se si vergognano della nostra storia come fanno ad insegnarla?”.

La critica alla sinistra e il tema dell’islamizzazione

Nell’intervento, Bignami collega il caso scolastico al tema dei luoghi di culto e dell’accoglienza. A Modena e provincia, viene ricordato, sarebbero almeno 27 i luoghi di culto. Per l’esponente di Fratelli d’Italia, questo dato si inserisce in una dinamica che considera politica, culturale ed economica.

Sono stati creati contesti in cui è favorita l’attrazione degli islamici per alimentare una vera e propria industria dell’accoglienza, creando una rete di cooperative, società e soggetti che cosi fanno soldi e al contempo promuovono l’islamizzazione. Un vero suicidio culturale e sociale”.

Il capogruppo alla Camera rivendica poi il lavoro della maggioranza su una proposta di legge contro il separatismo islamico. “Stiamo lavorando alla Camera su una proposta di legge a prima firma Kelany contro il separatismo islamico in cui tra l’altro introduciamo il divieto di indossare il velo e rivediamo il diritto di cittadinanza anche sulle seconde generazioni. Però serve chiarezza: se c’è una connivenza ideologica e culturale della sinistra nei confronti dell’islamizzazione, allora le leggi non bastano. Serve che la gente mandi a casa questi amministratori”.

La questione, per Bignami, non si risolve quindi soltanto sul piano normativo. Secondo la sua lettura, serve anche una scelta politica da parte degli elettori, soprattutto nei territori amministrati dal centrosinistra.

Dal Pd alla legge elettorale, l’affondo sulla stabilità

Nel ragionamento di Bignami entra anche il Pd. Il capogruppo richiama le parole di Pier Luigi Bersani sui candidati islamici e collega il tema alla storia politica dell’Emilia-Romagna. “Bersani è stato presidente dell’Emilia-Romagna e questo dimostra che è soprattutto da questi territori che nasce questo approccio, che ormai ha caratterizzato tutto il Pd. Non a caso Schlein e Bonaccini vengono da qui. C’è chi scherza col fuoco perché crede che questo sia un fenomeno governabile, senza rendersi conto che, una volta affermato, poi non si riesce più a contenerlo. A sinistra si vergognano di essere italiani, europei, occidentali. Se vogliono islamizzare il Pd facciano pure, ma finché c’è questo Governo non riusciranno a islamizzare l’Italia”.

Sul ruolo di Roberto Vannacci, che ha fatto di questi temi uno dei punti centrali della sua battaglia politica, Bignami evita di trasformare la questione in una valutazione personale e sposta il discorso sul merito. “Siamo stati i primi a combattere contro l’ideologizzazione avanzata dall’islam radicale. Ma su questi temi sarebbe bene che tutti comprendessero che si scherza col fuoco, non solo nel centro destra”.

L’intervento si chiude con la legge elettorale e con la difesa del principio di stabilità. Per Bignami, la riforma deve garantire che chi vince possa governare. “Si tratta di un sistema in base al quale chi vince governa e chi perde sta all’opposizione”. E aggiunge: “Sì, ma per la sinistra che va al Governo senza vincere mai è inaccettabile. Per questo assegniamo un premio di maggioranza che consente a chi vince di governare”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia richiama infine il rapporto tra stabilità politica e costi economici. “Sono criteri affermati anche dalla Corte Costituzionale che ha ritenuto pienamente coniugabili stabilità e rappresentatività, come facciamo con questa legge. L’instabilità in Italia nei dieci anni prima del governo Meloni è costata 265 miliardi. La stabilità non è solo un valore politico, ma anche economico”.

Published by
Luca Antonicelli

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