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Dalla tosse con tracce di sangue alla diagnosi arrivata troppo tardi dopo diversi accessi al Pronto Soccorso, Sabjan muore a 24 anni per un tumore allo stomaco

Sabjan Ballici è morto a 24 anni per un tumore allo stomaco. La famiglia chiede verifiche su diagnosi e dimissioni.

Sabjan Ballici aveva 24 anni ed è morto il 20 febbraio all’ospedale di Foligno, in provincia di Perugia, per un tumore allo stomaco diagnosticato soltanto poco prima del decesso. La famiglia, assistita dagli avvocati Luca Maori e Luca Valigi, ha presentato una denuncia-querela alla procura di Spoleto per chiedere di accertare se nella gestione clinica del giovane possano esserci state responsabilità mediche. Al centro della vicenda ci sono i sintomi comparsi nell’estate del 2025, i ripetuti accessi alle strutture sanitarie e le dimissioni precedenti al ricovero finale.

Sabjan Ballici e i primi sintomi prima della diagnosi di tumore allo stomaco

I problemi di salute di Sabjan Ballici sarebbero iniziati nel luglio del 2025, quando il giovane ha cominciato ad accusare una tosse insistente, accompagnata anche da tracce di sangue. Un sintomo che lo aveva spinto a sottoporsi ad alcuni accertamenti.

Tra gli esami effettuati ci furono una radiografia al torace, risultata negativa, e una fibrorinoscopia, dalla quale emerse un sospetto reflusso gastroesofageo. La tosse, però, non passò. Nel mese di ottobre comparve anche una tumefazione inguinale, valutata attraverso un’ecografia.

Il quadro clinico continuò a preoccupare i familiari. Il 27 dicembre, una Tac al torace evidenziò un ingrandimento dei linfonodi. Dopo quell’esame, il giovane si fece accompagnare da una cugina infermiera al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Secondo quanto indicato nella denuncia, dopo diverse ore di attesa, il 24enne decise di tornare a casa senza essere visitato dai sanitari.

Gli accessi al pronto soccorso e le dimissioni dall’ospedale di Perugia

Il secondo accesso al pronto soccorso risale al 19 gennaio. A richiedere il ricovero fu il medico di famiglia, sempre a causa della forte tosse che continuava a tormentare Sabjan Ballici. In quell’occasione il giovane venne preso in carico dai sanitari, ma dopo poche ore fu dimesso con la prescrizione di una broncoscopia.

L’esame venne eseguito il 27 gennaio. In quella circostanza, secondo quanto riferito dai familiari nella denuncia, il medico pneumologo avrebbe detto al ragazzo che la sua situazione “era dovuta all’uso abituale di sostanze stupefacenti”.

Due giorni dopo, il 29 gennaio, Ballici tornò nuovamente all’ospedale di Perugia. Venne trattenuto in osservazione per una notte e poi dimesso ancora una volta. La famiglia, di fronte al peggioramento delle condizioni del giovane, decise quindi di rivolgersi all’ospedale di Foligno.

Il ricovero nella struttura folignate avvenne il 6 febbraio. Lì arrivò la diagnosi di tumore allo stomaco. Secondo quanto ricostruito dai familiari, Sabjan Ballici morì 48 ore dopo aver ricevuto quella diagnosi.

La denuncia della famiglia e la consulenza medico-legale

La famiglia del 24enne chiede ora alla magistratura di chiarire se una diagnosi più tempestiva avrebbe potuto cambiare il decorso della malattia o quantomeno incidere sui tempi e sulle sofferenze affrontate dal giovane. Alla denuncia è stata allegata una consulenza medico-legale di parte.

Secondo i legali Luca Maori e Luca Valigi, la mancata diagnosi all’ospedale di Perugia avrebbe “impedito di fatto qualsiasi trattamento chemioterapico”. Una valutazione che dovrà ora essere esaminata nell’ambito degli accertamenti disposti dalla procura.

Nella consulenza medico-legale viene precisato che “anche se non abbiamo la garanzia che una diagnosi tempestiva avrebbe salvato la vita del paziente sicuramente avrebbe potuto almeno rallentare l’evoluzione della patologia, allungare la vita del paziente quantomeno di mesi e ridurre le sue sofferenze”.

Il consulente di parte aggiunge inoltre che “se tale percorso fosse stato anticipato è del tutto plausibile che il paziente avrebbe avuto maggiori chanche di vita anche se fosse stato per tempi limitati e con minori sofferenze”.

La procura di Spoleto dovrà ora valutare la documentazione presentata dalla famiglia e stabilire quali approfondimenti disporre. L’obiettivo dei familiari è ricostruire l’intero percorso clinico di Sabjan Ballici, dai primi sintomi alla diagnosi arrivata all’ospedale di Foligno, fino al decesso avvenuto il 20 febbraio.