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Cornacchia di Pordenone, il Tar ferma l’abbattimento e Cruciani sbotta, “Abbattiamola, trasportiamola via, andasse in un’altra città”

La cornacchia di Pordenone diventa caso nazionale dopo le ordinanze del sindaco, il ricorso animalista e lo stop del Tar.

La cornacchia di Pordenone diventa un caso nazionale e finisce anche al centro de La Zanzara, la trasmissione di Radio 24 condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Dopo le ordinanze firmate dal sindaco Alessandro Basso per autorizzare l’abbattimento del volatile, la vicenda ha superato i confini della cronaca locale ed è arrivata davanti al Tar del Friuli Venezia Giulia, che ha sospeso i provvedimenti del Comune accogliendo il ricorso dell’associazione Zampe Che Danno Una Mano Odv.

Il caso nasce dai disagi provocati dall’animale in un quartiere di Pordenone, dove la presenza della cornacchia avrebbe creato preoccupazione tra residenti e amministrazione. Il sindaco ha firmato due ordinanze, la numero 9 del 29 maggio e la numero 10 del 6 giugno 2026, per arrivare all’abbattimento. La scelta ha però provocato la reazione degli animalisti, fino al ricorso amministrativo e alla decisione del tribunale.

Cornacchia di Pordenone, il Tar ferma l’abbattimento

Il Tribunale amministrativo regionale del Friuli Venezia Giulia ha sospeso l’efficacia dei provvedimenti del Comune di Pordenone, bloccando l’abbattimento della cornacchia. Nel decreto viene riconosciuto che l’atto previsto dalla norma “costituirebbe un danno grave e (palesemente) irrimediabile”.

Il Tar ha inoltre messo in dubbio la motivazione secondo cui non sarebbe possibile “neutralizzare la condotta iper/aggressiva di una cornacchia, senza giungere all’estremo rimedio del suo abbattimento”. In sostanza, per i giudici amministrativi, prima di arrivare alla soppressione dell’animale dovrebbero essere valutate soluzioni alternative e meno definitive.

La decisione ha trasformato un problema locale in un caso politico, amministrativo e mediatico. Da una parte c’è l’amministrazione comunale, che ritiene necessario intervenire per ragioni di sicurezza e ordine pubblico. Dall’altra ci sono le associazioni animaliste, che contestano l’abbattimento e chiedono misure diverse per gestire la presenza del volatile.

Cruciani a La Zanzara: “Abbattiamo questa cornacchia”

Il caso è arrivato anche a Giuseppe Cruciani, che durante l’editoriale dell’8 giugno a La Zanzara ha commentato con toni duri la vicenda. Il conduttore ha ironizzato sulla portata nazionale assunta dalla storia e sulla quantità di polemiche nate attorno all’animale.

«Vi rendete conto che un paese come Pordenone è coinvolto in una polemica incredibile sulla cornacchia? È pericolosa, il Comune la vuole abbattere. Protestano gli animalisti, si blocca l’uccisione della cornacchia. Ragazzi, ma chi se ne frega?».

Poi l’affondo, ancora più diretto: «Può essere un paese bloccato dalla cornacchia? Abbattiamo questa cornacchia. Trasportiamola via velocemente. Andasse in un’altra città».

Le parole di Cruciani hanno dato ulteriore visibilità alla vicenda, già finita al centro di trasmissioni, discussioni pubbliche, diffide e ricorsi. Il tono del conduttore è quello tipico del programma: provocatorio, polemico e costruito sull’idea che un’intera città non possa restare ferma davanti al problema causato da un solo volatile.

Tra sicurezza, ricorsi e polemiche animaliste

La vicenda della cornacchia di Pordenone mette insieme più piani: la sicurezza dei residenti, il potere di intervento del Comune, la tutela degli animali e il controllo del giudice amministrativo sugli atti pubblici. Il caso non riguarda più soltanto il comportamento aggressivo di un volatile, ma anche il limite entro cui un’amministrazione può decidere misure drastiche quando ritiene che ci sia un rischio per i cittadini.

Per il momento, l’abbattimento resta bloccato. Il ricorso dell’associazione Zampe Che Danno Una Mano Odv ha ottenuto un primo risultato davanti al Tar, mentre il Comune di Pordenone dovrà fare i conti con la sospensione dei propri provvedimenti e con la necessità di valutare come procedere.

Il caso continua così a dividere. Per chi sostiene la linea dura, la priorità è risolvere rapidamente il problema e proteggere i residenti. Per gli animalisti, invece, l’abbattimento rappresenta una misura estrema e non sufficientemente giustificata. In mezzo resta Pordenone, diventata suo malgrado il simbolo di una disputa nazionale nata attorno a una cornacchia.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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