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Famiglia nel bosco, Vittorio Feltri “Chi restituirà ai bambini il tempo perduto con mamma e papà?”

Vittorio Feltri interviene sul caso Trevallion dopo la perizia che auspica il ritorno dei bambini nella loro famiglia.

Vittorio Feltri interviene sul caso della famiglia Trevallion-Birmingham e punta il dito contro la gestione dell’allontanamento dei tre bambini dai genitori. Il giornalista commenta le ultime indicazioni emerse dalle consulenze del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che pur riconoscendo alcune criticità, aprono alla possibilità di un ritorno dei minori nella loro famiglia. Per Feltri, il punto centrale resta il tempo sottratto ai bambini e il rischio che, nei procedimenti minorili, la tutela dei minori finisca per trasformarsi in una separazione non necessaria dai genitori.

Bambini Trevallion, Feltri attacca la gestione del caso

Secondo Vittorio Feltri, il possibile rientro dei bambini accanto alla madre Catherine Birmingham e al padre Nathan Trevallion dovrebbe rappresentare “un passaggio logico”. Il condizionale, però, è al centro della sua riflessione, perché il giornalista sostiene che la logica, in questa vicenda, non sia sempre stata il criterio prevalente.

“Dovrebbe essere un passaggio logico. Sottolineo: dovrebbe. Perché, se questa storia ci ha insegnato qualcosa è che la logica, purtroppo, non sempre trova cittadinanza nei tribunali minorili”, afferma Feltri.

Il riferimento è alla relazione dei consulenti nominati dal Tribunale, che avrebbero riconosciuto l’esistenza di criticità ma, allo stesso tempo, ritenuto possibile il ritorno dei bambini nel nucleo familiare. Una conclusione che, secondo Feltri, molti cittadini avevano già intuito senza bisogno di perizie o documenti tecnici.

“È una conclusione che molti cittadini comuni avevano intuito da tempo, pur senza possedere titoli accademici, consulenze tecniche o perizie di centinaia di pagine. Bastava il buonsenso”, sostiene il giornalista.

Il nodo dell’allontanamento: “Esisteva un pericolo concreto?”

Nel suo intervento, Feltri non nega l’esistenza di possibili difficoltà familiari, ma contesta l’idea che ogni criticità possa giustificare automaticamente l’allontanamento dei figli dai genitori. Il giornalista sposta il ragionamento sul punto che considera decisivo: la presenza o meno di un pericolo concreto per i minori.

“Nessuno ha mai sostenuto che esistano genitori perfetti. Non esistono. Non esistono famiglie prive di problemi, difficoltà economiche, carenze organizzative, errori educativi o momenti di fragilità. Se la perfezione diventasse il requisito per crescere dei figli, le case degli italiani resterebbero vuote”, scrive Feltri.

Poi le domande che sintetizzano la sua posizione: “La domanda vera è sempre stata un’altra: questi bambini erano vittime di violenze? Erano abbandonati? Erano privi di affetto? Erano esposti a un pericolo tale da rendere necessario spezzare il legame con la madre e con il padre?”.

Secondo Feltri, la risposta che emergerebbe oggi dalle consulenze sarebbe negativa. Da qui la domanda più dura del suo intervento: “Chi restituirà ai bambini il tempo perduto?”.

Il giornalista sottolinea che per mesi i piccoli sono stati lontani dalla loro quotidianità, dalle abitudini e dalla casa. La madre è stata separata dai figli e il nucleo familiare è rimasto sospeso dentro un percorso giudiziario che, oggi, potrebbe concludersi con il recupero proprio di quel legame che era stato interrotto.

Feltri auspica il ricongiungimento: “Il bene concreto dei bambini”

La parte finale dell’intervento di Feltri è dedicata al principio del superiore interesse dei minori. Un principio che il giornalista riconosce come fondamentale, ma che secondo lui deve essere misurato sui fatti concreti e non su astratte ricostruzioni.

“Mi colpisce sempre una circostanza: quando si parla di minori, si invoca continuamente il loro interesse superiore. Giustissimo. Ma quale interesse superiore può esserci nel separare dei bambini da genitori che li amano, se non esiste un pericolo concreto che renda inevitabile tale scelta?”, osserva.

Per Feltri, il legame affettivo con i genitori dovrebbe essere spezzato solo come ultima soluzione, non come risposta immediata. “Spezzarlo dovrebbe essere l’ultima delle soluzioni, non la prima. Dovrebbe essere una misura eccezionale, non un riflesso burocratico”, afferma.

Il giornalista riconosce alla famiglia Trevallion-Birmingham la disponibilità a collaborare, affrontare le criticità segnalate e migliorare le condizioni contestate. Proprio per questo auspica che il ricongiungimento avvenga nel più breve tempo possibile, senza però darlo per scontato.

“Il metro di giudizio deve essere uno soltanto, il bene concreto dei bambini”, scrive Feltri. E ancora: “Se davvero, come emerge oggi, il loro posto è accanto alla madre e al padre, allora ogni ulteriore ritardo sarebbe difficile da comprendere”.

La chiusura è tutta sul tempo dei minori, che non coincide con quello delle carte giudiziarie. “I bambini non vivono nel passato e non vivono nelle perizie. Vivono nel presente. E il presente di un bambino dura un attimo”, afferma Feltri, auspicando che prevalga la ragionevolezza e che i tre bambini possano tornare “nella propria famiglia. Con mamma e papà”.

Published by
Lorenzo Costantino

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