Cinzia Dal Pino è stata condannata a 18 anni per l’omicidio di Nourredine Mezgoui, investito dopo una rapina a Viareggio.
Cinzia Dal Pino, imprenditrice balneare di 67 anni, è stata condannata in primo grado a 18 anni di carcere dal tribunale di Lucca per l’omicidio volontario di Nourredine Mezgoui, cittadino marocchino di 47 anni senza fissa dimora. L’uomo era stato travolto e ucciso nella notte tra il 7 e l’8 settembre 2024 a Viareggio, dopo aver sottratto la borsa alla donna mentre lei stava salendo in auto al termine di una cena. L’accusa aveva chiesto l’ergastolo, ma i giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche e disposto l’espiazione della pena ai domiciliari.
La sentenza è arrivata dopo alcune ore di camera di consiglio. La Corte ha ritenuto Cinzia Dal Pino responsabile dell’omicidio volontario di Nourredine Mezgoui, escludendo però l’aggravante della crudeltà. La donna, che per gran parte del procedimento è rimasta ai domiciliari, continuerà a scontare la condanna in regime domiciliare.
Nel corso dell’ultima udienza, la difesa dell’imprenditrice aveva chiesto una diversa qualificazione del fatto, puntando sull’eccesso colposo di legittima difesa. In subordine era stata avanzata l’ipotesi dell’eccesso preterintenzionale. La ricostruzione difensiva non è stata accolta dai giudici, che hanno confermato l’impianto dell’omicidio volontario, pur con una pena inferiore rispetto alla richiesta della pubblica accusa.
La vicenda giudiziaria ruota attorno a una sequenza avvenuta in pochi minuti, ma decisiva per la valutazione del comportamento della donna dopo la rapina subita.
Tutto si è verificato a Viareggio, nella notte tra il 7 e l’8 settembre 2024. Cinzia Dal Pino stava rientrando dopo una cena con alcuni amici quando Nourredine Mezgoui le ha sottratto la borsa nel momento in cui l’imprenditrice si stava infilando nella propria auto.
Dopo essersi accorta del furto, la donna si è messa alla guida del suo Suv e ha inseguito l’uomo fino a raggiungerlo. I momenti successivi sono stati registrati da una telecamera di videosorveglianza privata puntata sulla strada. Nel filmato si vede il veicolo colpire il quarantasettenne. Subito dopo, l’auto compie più manovre avanti e indietro sul corpo dell’uomo.
Al termine della sequenza, Cinzia Dal Pino è scesa dal mezzo per recuperare la borsa, lasciando Mezgoui a terra. Proprio quelle immagini hanno avuto un peso centrale nel processo e nella ricostruzione dell’accusa.
Durante una delle udienze, l’imprenditrice ha spiegato la propria versione dei fatti con una dichiarazione precisa: “Non volevo ucciderlo, ma solo farlo cadere a terra per poter recuperare la mia borsa”.
Il tribunale di Lucca ha quindi pronunciato una condanna a 18 anni di carcere, riconoscendo le attenuanti generiche e facendo cadere l’aggravante della crudeltà. La pena resta comunque pesante, perché i giudici hanno ritenuto provata la responsabilità della donna per omicidio volontario.
La decisione arriva in primo grado e potrà essere oggetto di impugnazione nei successivi passaggi giudiziari. Per il momento, la condanna stabilisce un punto fermo nella ricostruzione processuale: la rapina subita non è stata ritenuta sufficiente a escludere la volontarietà dell’azione contestata.
La morte di Nourredine Mezgoui, travolto dal Suv dopo il furto della borsa, resta al centro di un caso giudiziario che ha posto davanti ai giudici il confine tra reazione a un reato subito, legittima difesa e responsabilità penale per le conseguenze dell’inseguimento.
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