Giorgia Meloni replica a Roberto Vannacci dopo le critiche al governo e apre lo scontro con Futuro Nazionale.
Lo scontro nel centrodestra si sposta sul rapporto tra Giorgia Meloni, Roberto Vannacci e Futuro Nazionale, il movimento che guarda alle elezioni del 2027 come possibile banco di prova per il proprio peso politico. Dopo l’intervento del generale a Otto e Mezzo, dove ha accusato il governo di aver tradito alcune promesse elettorali, la premier ha risposto alla Camera durante le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo. Il messaggio è stato diretto: chi vota contro la fiducia all’esecutivo, secondo Meloni, non può rivendicare il ruolo di “vera destra”.
La tensione è salita dopo le parole pronunciate da Roberto Vannacci nel programma condotto da Lilli Gruber. Interpellato sul possibile posizionamento politico in vista delle elezioni del 2027, il generale ha messo in discussione l’azione del governo Meloni, accusando l’esecutivo di non aver rispettato pienamente gli impegni presi con gli elettori.
Nel suo intervento, Vannacci ha puntato il dito anche contro Forza Italia, richiamando il ruolo del partito in Europa e sostenendo che alcune scelte abbiano inciso sui risultati mancati della maggioranza. Il leader di Futuro Nazionale ha rivendicato per la propria area la definizione di “vera destra” e ha indicato alcune condizioni politiche considerate non negoziabili.
Il generale ha parlato di “linee rosse” su temi come immigrazione, sicurezza e Lgbt. L’idea, secondo la sua impostazione, sarebbe quella di verificare prima del voto se ci siano le condizioni per un’alleanza con il centrodestra. In caso contrario, Futuro Nazionale potrebbe correre da solo.
Il possibile ruolo di Futuro Nazionale è diventato un tema sensibile per la coalizione. I sondaggi attribuiscono al movimento di Vannacci un consenso intorno al 4,5%, con la possibilità di arrivare al 5% in caso di corsa autonoma. Numeri che, in un quadro politico competitivo, potrebbero pesare sugli equilibri tra maggioranza e opposizione.
Il movimento del generale potrebbe intercettare voti sia dalla Lega sia da Fratelli d’Italia, oltre ad attrarre parlamentari già eletti nel centrodestra. Proprio questo aspetto rende la partita più delicata per Giorgia Meloni, che finora aveva evitato uno scontro frontale con Vannacci e la sua nuova area politica.
Alla Camera, però, la premier ha scelto di rispondere apertamente. Lo ha fatto partendo dall’intervento di Emanuele Pozzolo, ex deputato di Fratelli d’Italia passato a Futuro Nazionale. Da lì è arrivato l’affondo più netto contro chi, pur provenendo dalla maggioranza, ha votato più volte contro la fiducia al governo.
Nel suo intervento, Giorgia Meloni si è rivolta direttamente a Pozzolo: “Collega Pozzolo, mi dispiace francamente che abbia cambiato idea sul tema dell’interesse nazionale, perché quello che stiamo facendo noi a tutela dell’interesse nazionale è esattamente ciò che c’è scritto nel nostro programma, per realizzare il quale lei e altri siete stati eletti all’interno delle file del centrodestra in questo Parlamento”.
Poi la premier ha alzato il tono, contestando i voti contrari alla fiducia espressi dai parlamentari vicini a Futuro Nazionale: “Ciò nonostante, per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo insieme alla collega Schlein, al collega Conte, al collega Renzi e compagnia. Votare contro la fiducia al governo – ha aggiunto Meloni, alzando il tono della voce – significa mandare a casa quel governo. Io penso che fare quello che serve alla sinistra non significhi mai difendere l’interesse nazionale. E quindi, di grazia, non mi si parli di vera destra, perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”.
A rispondere è stata Laura Ravetto, deputata passata con Vannacci. La parlamentare ha respinto l’accusa di favorire l’opposizione e ha rilanciato contro l’esecutivo: “Noi non votiamo la fiducia al governo, non per fare un favore alla sinistra – ha detto – ma perché questo governo ha tradito la fiducia degli elettori. Ed è chi tradisce il programma del centrodestra con cui è stato votato che fa un favore alla sinistra”.
Lo scontro tra Meloni e l’area di Futuro Nazionale apre così una fase politica nuova dentro il centrodestra. La questione non riguarda solo i rapporti personali o parlamentari, ma il perimetro della futura coalizione e il peso che il movimento di Vannacci potrà avere verso le elezioni del 2027.
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