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Striscione “Italia agli italiani” a Cesena, parla lo studente punito: “Messaggio ispirato a Carducci”

Enrico Fiumana difende lo striscione “Italia agli italiani” esposto in un liceo di Cesena e respinge le accuse di razzismo.

Lo striscione “Italia agli italiani”, esposto da due studenti di quinta superiore in un liceo di Cesena, continua a essere al centro del confronto politico e scolastico. Dopo il provvedimento disciplinare arrivato a pochi giorni dall’esame di maturità, Enrico Fiumana, uno dei due ragazzi coinvolti, ha deciso di raccontare la propria versione dei fatti, parlando anche a nome dell’amico. Lo studente respinge le accuse di razzismo, sostiene che l’iniziativa fosse ispirata a Giosuè Carducci e contesta il percorso assegnato dalla scuola, definendo contraddittorio il materiale ricevuto per la tesina.

Striscione “Italia agli italiani”, la versione di Enrico Fiumana

Secondo Enrico Fiumana, l’esposizione dello striscione non avrebbe avuto intenti discriminatori, ma sarebbe nata come richiamo patriottico a una frase di Giosuè Carducci. Lo studente ha spiegato così il senso dell’iniziativa: “Abbiamo portato un messaggio di speranza e di amore per la nazione ispirandoci a una frase di Giosuè Carducci”.

Il riferimento indicato dai due studenti è all’ode Piemonte, nella quale Carducci scriveva: “A quella polve eroïca fremente, a questa luce angelica esultante, rendi la patria, Dio; rendi l’Italia a gl’italiani”. Una citazione che, secondo i ragazzi, sarebbe stata alla base del messaggio esposto nel liceo.

Fiumana ha poi respinto l’interpretazione più dura data allo striscione: “Lo striscione riporta la frase di un noto poeta italiano e rimarca la nostra esigenza di difendere l’identità italiana. Conosco persone che non sono di origine italiana, ma non ho mai avuto da parte di queste nessun tipo di rimostranza. Di più: tantissime persone ci stanno continuando a mostrare solidarietà con centinaia di interventi pubblici sui social. Sono inoltre noti tanti interventi politici, istituzionali e non, che hanno smontato l’iniziale narrativa criminalizzante. Inoltre all’esposizione del lenzuolo gli studenti hanno applaudito. Lo dimostrano i video”.

Il provvedimento disciplinare e la tesina contestata

I due studenti sono stati destinatari di un provvedimento disciplinare a ridosso della maturità. Fiumana sostiene che la sanzione sia stata motivata dall’esposizione non autorizzata dello striscione e non direttamente dal contenuto del messaggio. Tuttavia, il ragazzo contesta il materiale indicato per la tesina definita “rieducativa”.

Lo studente ha dichiarato: “il materiale che mi hanno fornito per la redazione della tesina parla di altro, ad esempio ‘Gli africani siamo noi’, ‘leggi razziali’ e ‘giorno del ricordo’. Mi sembra una palese contraddizione”.

Per Fiumana, questa scelta sarebbe incoerente con la motivazione formale del provvedimento. Se il nodo fosse stato soltanto l’assenza di autorizzazione, sostiene lo studente, il contenuto della tesina non dovrebbe riguardare temi legati al razzismo, alle leggi razziali o alla memoria storica.

Il caso ha superato rapidamente i confini della scuola, attirando interventi politici e prese di posizione pubbliche. Al centro resta il rapporto tra libertà di espressione degli studenti, regole interne dell’istituto e significato attribuito allo slogan esposto.

Le accuse respinte e il riferimento all’identità italiana

Nel suo intervento, Enrico Fiumana ha collegato il gesto anche a una riflessione su sicurezza, degrado e immigrazione. Alla domanda sull’eventuale presenza di motivazioni ulteriori dietro lo striscione, lo studente ha risposto: “se per problemi si intendono quelli generati da degrado e insicurezza cito il tentativo di incursione in classe durante lezione da parte di uno sbandato avvenuto tre anni fa. I problemi generati dall’immigrazione incontrollata, anche nei paraggi del nostro liceo, sono di dominio pubblico”.

Il ragazzo ha poi criticato il clima che, a suo giudizio, si sarebbe creato dopo l’esposizione del lenzuolo: “evidentemente esprimere pensieri in contrapposizione alla narrativa ufficiale, a Cesena, anche nelle scuole, comporta la sospensione del diritto di parola”.

Infine, Fiumana ha richiamato altri messaggi esposti in ambito scolastico per sottolineare quella che considera una disparità di trattamento: “ho visto esposti messaggi prevalentemente a favore della Palestina e dei palestinesi. Forse il problema è farlo a favore dell’Italia e degli italiani”.

La vicenda dello striscione “Italia agli italiani” resta così aperta tra piano disciplinare, lettura politica e rivendicazione degli studenti. In vista della maturità, il caso continua a interrogare la scuola di Cesena sul confine tra regolamento interno, manifestazione del pensiero e contenuto dei messaggi portati dagli alunni.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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