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Meloni attacca il campo largo alla Camera: “Su una cosa siete d’accordo, aumentare le tasse”

Giorgia Meloni replica alla Camera su fisco, rinnovabili e Ucraina in vista del prossimo Consiglio europeo.

Giorgia Meloni è tornata in aula alla Camera per le repliche successive alle comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo, affrontando diversi temi al centro dello scontro politico con le opposizioni. La presidente del Consiglio ha aperto il suo intervento con una battuta su Viktor Orban, poi ha attaccato il cosiddetto campo largo sul fisco, accusandolo di non avere una linea comune se non sull’aumento delle tasse. Nel corso della replica, la premier ha difeso anche i risultati del governo sulle energie rinnovabili e ha chiarito la posizione italiana sul percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea.

Meloni alla Camera contro il campo largo

L’intervento di Giorgia Meloni alla Camera si è aperto con un passaggio ironico rivolto alle opposizioni. La premier ha fatto riferimento a Viktor Orban, spesso evocato nel confronto parlamentare, sostenendo che la sua recente collocazione politica stia creando difficoltà agli avversari.

“Consentitemi in apertura all’esito di questo dibattito di esprimere la mia personale solidarietà, la solidarietà di tutto il governo alla opposizione per la perdita di Victor Orban, principale fonte di ispirazione e principale argomentazione da un decennio a questa parte in quest’aula che oggi chiaramente comincia ad avere delle sue difficoltà”, ha detto la presidente del Consiglio nel corso delle repliche.

Subito dopo, Meloni ha spostato il confronto sul terreno fiscale, accusando le opposizioni di non avere un programma unitario. Il riferimento è andato alla patrimoniale e alla tassa di successione, due temi che la premier ha utilizzato per contestare l’impianto politico del campo largo.

“Oltre alla patrimoniale volete anche alzare la tassa di successione. Non avete una proposta unitaria praticamente su niente, non c’è ad oggi un programma del cosiddetto campo largo. Su una cosa siete d’accordo: aumentare le tasse, gli italiani ci diranno come la pensano”, ha affermato Meloni.

Rinnovabili, la premier difende i dati del governo

Nel corso della replica, la presidente del Consiglio ha risposto anche alle critiche sulla gestione delle politiche energetiche. Meloni ha respinto l’accusa di ostacolare lo sviluppo delle rinnovabili, rivendicando l’aumento della potenza installata durante il periodo di governo.

“Da ottobre 2022 ad aprile 2026 la potenza installata di energia rinnovabile è aumentata di circa 24 gigawatt, passando da 62 a 86 gigawatt, con un incremento del 38,7%”, ha osservato la premier.

Il dato è stato utilizzato per marcare la differenza rispetto alla precedente legislatura. Meloni ha parlato di un risultato superiore rispetto a quello registrato dai governi precedenti e ha richiamato anche le responsabilità delle amministrazioni regionali nel rilascio delle autorizzazioni per nuovi impianti.

“Parliamo del triplo della potenza installata dai vari governi della scorsa legislatura”, ha sottolineato la presidente del Consiglio, ricordando poi che “il governo PD-Movimento 5 Stelle ha aumentato la potenza installata di soli 1,5 gigawatt”.

La premier ha inoltre indicato tra i presidenti di Regione più restii ad autorizzare nuovi impianti i governatori di Sardegna e Toscana, inserendo così il tema energetico nel confronto diretto con le opposizioni.

Ucraina nell’Unione europea, la linea di Meloni

Un altro passaggio della replica ha riguardato l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea. Giorgia Meloni ha ribadito di non avere ambiguità sul tema, ma ha chiesto un approccio pragmatico e non ideologico, anche alla luce delle proposte avanzate dal cancelliere Friedrich Merz.

“Noi ambiguità non ne abbiamo neanche sul tema diciamo dell’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Anche questo anche su questo ho detto come la penso nella mia relazione. Io penso che le proposte avanzate dal cancelliere Merz siano delle proposte che che vadano esplorate. Penso che sarebbe un errore per esempio consentire che il percorso di adesione dell’Ucraina fosse più veloce di quello dei Balcani occidentali”, ha detto la premier.

La presidente del Consiglio ha poi spiegato il punto politico della questione, sottolineando la necessità di non creare differenze di trattamento tra Paesi candidati all’adesione.

“Penso che noi faremmo un errore a utilizzare due pesi e due misure. Penso che faremmo un errore a dare il messaggio che ci sono delle nazioni che sono più importanti di altre e penso che dall’altra parte noi diciamo dobbiamo rispettare tutti i paesi che vogliono aderire dall’altra abbiamo un tema di urgenza che è sicuramente legato alla questione Ucraina. Penso che il Cancelliere cerchi una sintesi tra queste due esigenze, penso che di fronte a questi di a questi dibattiti dell’approccio debba essere pragmatico come al solito e non ideologico”.

Con le repliche alla Camera, Meloni ha quindi cercato di chiudere il dibattito parlamentare mettendo insieme tre fronti: la critica fiscale alle opposizioni, la difesa dei risultati sulle rinnovabili e una linea europea sull’Ucraina che non escluda il percorso di adesione, ma lo tenga insieme con quello dei Balcani occidentali.

Published by
Claudia De Napoli

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