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Lite davanti al bar, imprenditore muore dopo 10 giorni d’agonia, era stato colpito da uno schiaffo

Manfred Rigger è morto all’ospedale di Bolzano dopo l’aggressione avvenuta a Cardano: l’accusa verso l’indagato può cambiare.

Manfred Rigger, imprenditore di 66 anni, è morto dopo tredici giorni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Bolzano, dove era stato ricoverato in condizioni gravissime dopo un’aggressione avvenuta il 28 maggio a Cardano, in Alto Adige. L’uomo, residente a Cornedo all’Isarco e titolare di una ditta specializzata nel trasporto di bevande nel nord Italia, era caduto a terra dopo essere stato colpito durante una lite davanti al bar dell’area di servizio Q8. Per l’uomo arrestato, Markus Dorfmann, inizialmente accusato di tentato omicidio, la posizione giudiziaria dovrà ora essere rivalutata dopo il decesso della vittima.

Manfred Rigger morto dopo l’aggressione a Cardano

La morte di Manfred Rigger è arrivata dopo quasi due settimane di ricovero. Le sue condizioni erano apparse disperate fin dall’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale di Bolzano, dove i medici avevano tentato di salvarlo dopo il grave trauma riportato nella caduta.

L’aggressione si era verificata poco dopo le 18 all’esterno del bar dell’area di servizio Q8 di Cardano. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, basata sulle testimonianze raccolte e sull’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza consegnate dalla titolare dell’attività, Rigger e Markus Dorfmann, 55 anni, si sarebbero incrociati nello spiazzo esterno.

Tra i due sarebbe nato un alterco verbale legato a vecchi contrasti mai risolti. Nel corso della discussione, secondo quanto riferito da diversi testimoni, Dorfmann avrebbe perso il controllo e avrebbe colpito Rigger con uno schiaffo violento all’altezza dell’orecchio. Il colpo, improvviso, avrebbe fatto perdere l’equilibrio all’imprenditore, che sarebbe caduto all’indietro battendo la testa sull’asfalto.

La fuga in bicicletta e l’arresto in casa

Dopo la caduta di Manfred Rigger, rimasto esanime a terra, i presenti hanno chiesto l’intervento dei soccorsi chiamando il 112. Mentre veniva lanciato l’allarme, l’aggressore si sarebbe allontanato in sella alla propria bicicletta nel tentativo di sottrarsi all’identificazione.

La fuga è durata poco. I militari dell’Arma sono riusciti a rintracciare e bloccare Markus Dorfmann nella sua abitazione in via Val d’Ega. L’uomo è stato poi trasferito nel carcere di via Dante a Bolzano.

Secondo gli elementi emersi, Dorfmann sarebbe già conosciuto in paese e dalle forze dell’ordine per precedenti condanne e periodi di detenzione legati a spaccio e reati contro la persona. Tra gli episodi citati nella ricostruzione figura anche una violenta spedizione punitiva con una mazza da baseball nella zona industriale del capoluogo altoatesino.

L’accusa può cambiare dopo la morte dell’imprenditore

Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Emilio Schönsberg, Markus Dorfmann si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip ha confermato la custodia cautelare in carcere.

La difesa dell’indagato è affidata all’avvocato Dominik Schöpf. Dopo la morte di Manfred Rigger, la posizione processuale del cinquantacinquenne dovrà essere aggiornata. L’accusa iniziale formulata dagli inquirenti era quella di tentato omicidio, ma il decesso della vittima impone una nuova valutazione da parte della Procura.

L’ipotesi indicata è quella di omicidio preterintenzionale, reato che prevede una pena compresa tra dieci e diciotto anni di reclusione. Saranno gli accertamenti e le successive decisioni degli inquirenti a definire il nuovo impianto accusatorio.

La morte di Rigger chiude nel modo più grave una lite nata all’esterno di un bar e degenerata in pochi istanti. Al centro dell’inchiesta restano la dinamica del colpo, la caduta sull’asfalto e il nesso tra l’aggressione e il decesso avvenuto tredici giorni dopo all’ospedale di Bolzano.

Published by
Claudia De Napoli

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