A Quarto Grado il caso Garlasco provoca un acceso confronto tra Carmelo Abbate e Roberta Bruzzone, con Gianluigi Nuzzi costretto a intervenire.
Il confronto sul delitto di Garlasco è degenerato in diretta a Quarto Grado, durante la puntata andata in onda giovedì 11 giugno su Rete 4. Al centro della discussione c’erano le impronte e alcuni dettagli della villetta dei Poggi, ma il dibattito tra Carmelo Abbate e Roberta Bruzzone si è rapidamente trasformato in uno scontro verbale molto duro. La tensione è cresciuta fino all’intervento del conduttore Gianluigi Nuzzi, costretto a fermare entrambi per riportare ordine in studio e permettere al pubblico di seguire il ragionamento sul caso.
La discussione è partita da un passaggio tecnico sulle impronte lasciate dall’assassino nella casa di Chiara Poggi. Carmelo Abbate ha iniziato a ragionare sul pomello di una porta e sulle possibili dinamiche legate ai movimenti dell’autore del delitto. In collegamento, però, Roberta Bruzzone ha mostrato subito il suo dissenso, scuotendo il capo e contestando la ricostruzione del giornalista.
“Non si apre come dice lui”, ha osservato la criminologa, prendendo le distanze dall’interpretazione proposta da Abbate. Da quel momento il confronto si è spostato anche sui ricordi di Alberto Stasi relativi alla sera precedente l’uccisione di Chiara Poggi, altro punto sul quale i due ospiti hanno mostrato posizioni molto diverse.
Il tono si è alzato quando Bruzzone, infastidita dalle continue sovrapposizioni, si è rivolta direttamente ad Abbate: “Ma riesci a stare zitto 30 secondi?”. Il giornalista ha reagito chiedendo l’intervento di Nuzzi: “No, questo non glielo devi permettere”.
La criminologa ha insistito, accusando il giornalista di interrompere continuamente: “È un continuo interrompere, cioè non è proprio capace ad aspettare 30 secondi”. Abbate, a sua volta, ha respinto l’accusa e ha rilanciato: “Mi parla addosso e dice a me di stare zitto”.
La replica di Bruzzone è stata ancora più dura: “Ma stai parlando da un quarto d’ora di nulla”. A quel punto il confronto ha superato il piano tecnico del caso Garlasco ed è diventato uno scontro personale tra i due ospiti.
La tensione è salita ulteriormente quando Abbate ha detto: “Impara a stare zitta”. Parole che hanno provocato la risposta immediata della criminologa: “Impara tu a stare zitto, devi prendere una laurea in educazione, anzi la prima elementare in educazione”.
Il giornalista ha replicato ancora, accusando Bruzzone di impedirgli di parlare: “Ma se è mezz’ora che mi parli addosso e hai pure l’arroganza di dirmi di tacere”. Il clima in studio è diventato sempre più difficile da gestire, con il rischio che il tema centrale della puntata venisse completamente oscurato dallo scontro tra gli ospiti.
A riportare la calma è stato Gianluigi Nuzzi, che ha interrotto il botta e risposta con un richiamo netto: “Allora, per favore, basta, basta, basta!”. Il conduttore ha poi chiesto un cambio di tono, sottolineando che la discussione stava facendo perdere chiarezza al pubblico.
“Cambiamo registro. Non ve lo dico più, ve l’ho già detto più di una volta. Adesso ovviamente a casa hanno perso il filo del discorso”, ha concluso Nuzzi, chiudendo la fase più accesa dello scontro.
La puntata di Quarto Grado ha così mostrato quanto il caso Garlasco continui a generare confronti serrati anche a distanza di anni. Le divergenze tra Abbate e Bruzzone non hanno riguardato soltanto una lettura tecnica degli elementi discussi, ma anche il modo di condurre il confronto in diretta televisiva. Alla fine, l’intervento del conduttore si è reso necessario per riportare il dibattito sui fatti e restituire ordine alla ricostruzione del caso.
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