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“Un generale della Folgore deve prendere lezioni da un ex parlamentare Pd?”, Giordano si schiera con Vannacci e umilia Tommaso Cerno

Mario Giordano difende Roberto Vannacci dopo l’editoriale di Tommaso Cerno e contesta le accuse rivolte al generale.

Mario Giordano interviene in difesa di Roberto Vannacci dopo l’editoriale firmato da Tommaso Cerno, nel quale il generale viene definito una sorta di “Badoglio dei nostri giorni” e accusato di non rappresentare la vera destra. Il conduttore di Fuori dal Coro, dalle pagine de La Verità, respinge il giudizio del collega e pone una domanda molto diretta: “Possibile che un generale della Folgore, che ha difeso il tricolore, deve prendere lezioni su cos’è la destra da un ex parlamentare Pd, nonché condirettore di Repubblica?”. La replica arriva dopo giorni di tensione politica attorno alla figura dell’eurodeputato, al suo posizionamento e al rapporto con il centrodestra.

Mario Giordano difende Roberto Vannacci

La risposta di Mario Giordano parte proprio dall’articolo di Tommaso Cerno. Il giornalista ricostruisce il senso dell’attacco e lo contesta apertamente: “Ho letto ieri l’editoriale dell’amico Cerno che dà lezioni a Vannacci chiamandolo “Badoglio” e concludendo, dopo alcune allusioni ineleganti, che Vannacci non può dire di essere la “vera destra perché la destra non sa nemmeno dove sia di casa””.

Il conduttore non nasconde il proprio disaccordo. Pur usando toni personali nei confronti di Cerno, che definisce amico, Giordano considera fuori misura la lezione politica impartita al generale. Nella sua lettura, il passato militare di Vannacci, in particolare nell’ambito della Folgore, rappresenta un elemento che non può essere liquidato con formule polemiche.

Giordano sottolinea anche un passaggio televisivo recente. Il generale, spiega, “non è purtroppo venuto in trasmissione” da lui, ma è andato da Lilli Gruber, dove a suo giudizio “ha dato una lezione non da poco alla regina del politicamente corretto”. Una frase che conferma la linea del giornalista: difendere Vannacci non solo dalle critiche politiche, ma anche da una rappresentazione che considera ingenerosa.

Lo scontro con Tommaso Cerno sulla destra

Il cuore della replica riguarda la legittimità di Roberto Vannacci nel rivendicare una collocazione a destra. Secondo Mario Giordano, le accuse di Tommaso Cerno travalicano il confronto ordinario e finiscono per trasformarsi in un giudizio politico non credibile.

La frase più dura è rivolta direttamente al collega: “Ora, con tutto il rispetto e la stima, ma un generale della Folgore, che ha difeso il tricolore sui più pericolosi campi di battaglia del mondo, deve prendere lezioni su cos’è la destra da un ex parlamentare Pd, nonché condirettore di Repubblica? Scusa Tommaso ma a tutto c’è un limite”.

Il riferimento è al percorso politico e professionale di Cerno, già parlamentare del Partito Democratico e oggi condirettore di Repubblica. Per Giordano, proprio questo profilo renderebbe discutibile la pretesa di stabilire chi possa o non possa rappresentare la destra.

La polemica si inserisce in una fase in cui Vannacci continua a essere al centro del confronto pubblico. Da una parte c’è chi lo considera un elemento destabilizzante per gli equilibri del centrodestra, dall’altra chi vede nella sua figura un interprete diretto di un’area politica più identitaria e meno incline ai compromessi.

L’editoriale di Cerno e l’accusa di essere alleato della sinistra

L’intervento di Mario Giordano risponde all’editoriale di Tommaso Cerno pubblicato con il titolo “La moglie del soldato”. In quel testo, Cerno aveva usato toni molto duri nei confronti del generale, accusandolo di aver scelto Elly Schlein come “compagna e concubina politica” e di “contribuire a riempire l’Italia delle persone che (a parole) odia”.

La critica di Cerno ruotava attorno a un punto politico preciso: secondo il giornalista, Vannacci sarebbe ormai “alleato della sinistra” e si sarebbe messo “in campo per aprire le porte agli islamisti e per presentarsi in tv a parlare male degli omosessuali (…) salvo poi finire per finanziare con i suoi voti il Gay Pride di Alessandro Zan. Insomma, una specie di Badoglio dei nostri giorni”.

Parole che hanno provocato la reazione di Giordano, deciso a respingere l’idea che il generale possa essere trattato come un traditore della destra. La sua difesa non entra soltanto nel merito delle singole accuse, ma riguarda il profilo complessivo dell’eurodeputato: per il conduttore, la storia militare di Vannacci, il suo rapporto con il tricolore e il consenso raccolto tra una parte dell’elettorato non possono essere cancellati da un editoriale.

La distanza tra i due giornalisti resta netta. Da un lato Cerno descrive Vannacci come una figura politicamente ambigua, capace di favorire indirettamente la sinistra. Dall’altro Giordano lo difende come un uomo che non dovrebbe ricevere lezioni di destra da chi proviene da un percorso politico opposto. Una contrapposizione che conferma quanto il nome di Roberto Vannacci continui a dividere anche all’interno dell’area che dovrebbe essergli più vicina.

Published by
Claudia De Napoli

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