Roberto Vannacci rilancia Futuro nazionale da Roma e attacca quote rose, femminicidio, Europa, Nato e remigrazione.
Roberto Vannacci torna a occupare il centro della scena politica durante la seconda e ultima giornata dell’assemblea costituente di Futuro nazionale, il partito nato dopo la sua uscita dalla Lega. All’Auditorium della Conciliazione di Roma, il generale ed europarlamentare ha parlato ai giornalisti toccando alcuni dei temi più divisivi del suo progetto: femminicidio, quote rose, remigrazione, rapporti con l’Europa, ruolo nella Nato e posizione sulla guerra tra Russia e Ucraina.
Le sue parole hanno confermato una linea politica frontale, costruita su messaggi netti e destinati a produrre nuove reazioni nel confronto pubblico. Vannacci ha rivendicato una concezione della parità fondata sulle stesse regole per tutti, contestando l’idea che un reato possa essere valutato diversamente in base al sesso della vittima o dell’autore. Poi ha assicurato che Futuro nazionale sarebbe pronto anche in caso di voto anticipato, indicando nel governo un obiettivo politico già alla portata del nuovo partito.
Il passaggio più forte riguarda il femminicidio. A margine dell’assemblea, Roberto Vannacci ha risposto ai cronisti con una posizione destinata a far discutere nel dibattito politico e istituzionale: “Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri, uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità”.
Il generale ha poi collegato lo stesso ragionamento al tema del lavoro e delle quote rose, criticando i meccanismi che, a suo giudizio, introducono criteri diversi dal merito. “Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande, questa è parità. Perché non mettiamo le quote rose per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti? Così come c’è la violenza sulle donne, esiste quella sugli anziani e non c’è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri”, ha aggiunto.
Le dichiarazioni segnano uno dei punti identitari della linea di Futuro nazionale: rifiuto delle categorie considerate speciali, centralità del merito e richiamo a una parità interpretata come applicazione uniforme delle regole. Una posizione che arriva su un terreno sensibile, quello della violenza contro le donne, spesso al centro del confronto politico e legislativo.
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Vannacci è intervenuto anche sulla remigrazione, uno dei temi più controversi del suo linguaggio politico. Alla richiesta di un commento, il generale ha risposto con una formula diretta: “Mi chiamo Vannacci, mandateci al governo e ci riusciremo”.
Subito dopo ha spiegato quale strada intenderebbe seguire: “Stipluerei accordi bilaterali laddove non ci fossero con gli stati di origine ma ce ne sono quasi con tutti”. Il riferimento è alla possibilità di costruire o rafforzare intese con i Paesi di provenienza, in una cornice politica che Futuro nazionale presenta come alternativa alle strategie finora adottate in materia migratoria.
Il generale ha poi parlato dell’ipotesi di elezioni anticipate, assicurando che il nuovo partito sarebbe pronto a misurarsi con le urne. “Siamo pronti alle votazioni anche domani. Non è un problema di tempo per noi. Già da un po’ si ventilava l’ipotesi di un voto anticipato”.
Il messaggio è stato completato con un appello diretto alla presidente del Consiglio: “La premier decida la data, Futuro Nazionale è già pronto, è già in trincea”. Una frase che conferma l’ambizione del progetto politico nato attorno al generale: non soltanto testimonianza, ma presenza organizzata nel campo elettorale, con l’obiettivo di incidere sugli equilibri nazionali.
Nella parte finale del suo intervento, Roberto Vannacci ha affrontato anche i rapporti internazionali dell’Italia, rivendicando una posizione che mette al centro l’interesse nazionale. Il generale non ha indicato una rottura con le organizzazioni sovranazionali e militari, ma ha chiesto un atteggiamento più autonomo.
“L’Italia, come fondatore della Comunità europea e partecipa a organizzazioni internazionali, deve continuare a parteciparvi ma nel senso in cui ne trae vantaggio e non da succube. Quindi sì all’Europa ma rifiutando direttive e regolamenti che ci rendono subalterni. Sì alla Nato ma sfruttando i vantaggi, e direi nella Nato alla turca che è un atteggiamento ben diverso rispetto ad altri paesi. Non siamo con o contro ma per quella linea politica che faccia gli interessi dell’Italia, quindi noi dobbiamo cercare la pace. Anche quella tra Russia e Ucraina è una guerra controproducente per l’Italia, noi dobbiamo cercare la pace”.
La linea indicata da Vannacci tiene insieme più elementi: partecipazione alle alleanze, rifiuto della subordinazione, interesse nazionale e ricerca della pace nel conflitto tra Russia e Ucraina. È un’impostazione che Futuro nazionale prova a trasformare in proposta politica organica, mentre l’assemblea di Roma chiude la fase costituente e apre quella della competizione.
Il nuovo partito si presenta dunque con un profilo netto, costruito attorno a temi divisivi e parole ad alto impatto. Vannacci rivendica la sua identità politica, si dice pronto alle elezioni e punta a occupare uno spazio autonomo. Il banco di prova sarà capire se Futuro nazionale riuscirà a superare la forza mediatica del suo fondatore e a diventare una struttura politica capace di reggere il confronto elettorale.
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