Un neonato è stato ricoverato in gravi condizioni a Reggio Emilia dopo aver assunto una tisana alla verbena.
Un neonato di pochi giorni è stato salvato all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia dopo essere arrivato al pronto soccorso pediatrico in condizioni molto gravi. Il bambino, nato sano da poco più di dieci giorni e figlio di una coppia di origini asiatiche, aveva assunto una tisana alla verbena, pianta utilizzata nel Paese d’origine della famiglia. Il caso è stato reso pubblico dal personale medico come avvertimento per i genitori: nei neonati, prodotti non prescritti e di provenienza incerta possono provocare conseguenze gravissime.
Il piccolo era stato portato d’urgenza in ospedale perché presentava scarsa reattività, perdita di peso e rifiuto dell’alimentazione. Sintomi che non sono stati sottovalutati e che hanno consentito ai sanitari di intervenire rapidamente. Il quadro clinico, già molto preoccupante al momento del ricovero, stava evolvendo verso un’insufficienza respiratoria con il rischio di coma.
Al suo arrivo al pronto soccorso pediatrico dell’Arcispedale Santa Maria Nuova, il neonato è apparso subito in condizioni critiche. I medici hanno deciso di intubarlo e di sottoporlo a ventilazione meccanica, trasferendolo nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale per garantirgli un’assistenza immediata e continua.
La priorità era salvargli la vita, ma subito dopo è iniziata la ricerca della causa che aveva provocato un peggioramento così rapido. Le patologie neonatali più frequenti sono state escluse attraverso gli accertamenti. A insospettire i sanitari sono stati soprattutto alcuni sintomi neurologici non comuni, compatibili con una possibile intossicazione.
Il confronto con i genitori, reso più complesso dalle barriere linguistiche, ha poi permesso di ricostruire un elemento decisivo: al bambino era stata somministrata una tisana a base di verbena. Si trattava di una pianta considerata di uso comune nel Paese d’origine della coppia, ma non sicura per un neonato senza indicazione medica.
Per chiarire il caso, i medici si sono avvalsi del supporto del Centro Tossicologico di Bologna e di altri laboratori specialistici italiani. Gli approfondimenti hanno permesso innanzitutto di escludere una pericolosa infezione da botulino, ipotesi che avrebbe potuto spiegare alcuni sintomi.
Gli esami hanno poi rilevato la presenza di alcaloidi tropanici, molecole capaci di agire sul sistema nervoso centrale. Proprio queste sostanze possono provocare una depressione neurologica, compatibile con il quadro clinico osservato nel bambino. La diagnosi ha permesso di orientare le cure e di seguire l’evoluzione del piccolo con maggiore precisione.
Dopo alcuni giorni di ricovero, il neonato ha mostrato un netto miglioramento. Non ha più avuto bisogno dell’aiuto dei macchinari ed è stato dimesso in perfette condizioni di salute. L’esito positivo è stato possibile grazie all’intervento tempestivo dei sanitari e alla rapida individuazione della causa dell’intossicazione.
Il caso è stato diffuso affinché diventi un monito per tutte le famiglie. Nei primi giorni di vita, l’organismo di un neonato è estremamente fragile e non può essere esposto a preparati, tisane o alimenti non indicati dal pediatra.
“L’intervento precoce e tempestivo ha permesso di curare al meglio il piccolo, consentendogli un recupero totale e rapido”, ha dichiarato Giancarlo Gargano, direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
Lo stesso medico ha poi aggiunto: “Il caso deve essere da monito per tutti i genitori affinché si astengano dal somministrare ai neonati prodotti non sicuri e senza prescrizione medica”. E ancora: “Nel nostro caso l’esito è stato favorevole, ma dobbiamo ricordare che l’ingestione di alimenti di dubbia provenienza, tossici o potenzialmente tali può comportare esiti gravissimi e talora fatali”.
La vicenda si è conclusa nel migliore dei modi, ma il messaggio dei sanitari è netto: nei neonati non bisogna somministrare rimedi casalinghi, tisane o preparati naturali senza il parere del medico. Anche sostanze percepite come innocue possono diventare pericolose se assunte da bambini così piccoli.
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