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Il corteo della remigrazione scuote Roma e attacca i moderati: “Questo governo non è riuscito a risolvere la questione”

La manifestazione sulla remigrazione ha attraversato Roma con migliaia di sostenitori e la proposta di legge da portare in Parlamento.

Migliaia di tricolori, cori contro comunisti e antifascisti e una richiesta politica precisa: portare la remigrazione al centro dell’agenda nazionale. È partita da piazza della Libertà, a Roma, la manifestazione promossa dal comitato Remigrazione e Riconquista, con l’obiettivo di sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare contro l’immigrazione irregolare. Il corteo ha attraversato il quartiere Prati fino a piazza Risorgimento, sotto il controllo delle forze dell’ordine e tra le reazioni di residenti e commercianti lungo il percorso.

Gli organizzatori rivendicano oltre 150mila firme raccolte e parlano di una mobilitazione capace di andare oltre i confini tradizionali dell’attivismo politico. In testa al corteo campeggiava lo striscione “Remigrazione e Riconquista”, accompagnato da numerose bandiere italiane e dalla presenza di realtà della destra radicale, tra cui CasaPound. La manifestazione ha rilanciato un tema già molto discusso nel confronto pubblico, contestato da più parti anche per la sua difficile applicabilità concreta.

Remigrazione, la proposta di legge arriva dalla piazza

Il cuore politico della manifestazione è la proposta di legge sulla remigrazione, che i promotori vogliono portare all’attenzione del Parlamento. Secondo il comitato, le firme raccolte rappresentano il segnale di un malcontento diffuso verso le politiche migratorie attuali e la richiesta di un cambio di rotta più netto.

A ribadire la linea è stato Salvatore Ferrara, esponente di Remigrazione e Riconquista, che ha rivendicato il progetto del movimento rispetto ad altre iniziative sullo stesso tema: “La proposta di Vannacci? Convince la nostra: sarà consegnata, discussa e speriamo approvata per intero. Sarà l’ultima speranza per l’Italia, il resto è moderato”.

Il riferimento a Roberto Vannacci conferma come la parola remigrazione sia diventata terreno di confronto tra diverse aree della destra. Il comitato, però, punta a presentare la propria iniziativa come autonoma e più radicale. L’obiettivo dichiarato è trasformare la mobilitazione di piazza in un passaggio istituzionale, portando il testo della proposta nelle sedi parlamentari.

Cori, saluti romani e tensioni lungo il percorso

La manifestazione si è svolta con un dispositivo di sicurezza rafforzato. Durante il corteo sono stati intonati slogan contro antifascisti e comunisti, tra cui il coro “Chi non salta comunista è”. A far discutere sono stati soprattutto alcuni episodi registrati in via Cola di Rienzo, dove diversi manifestanti hanno scandito “Duce, duce”.

Dopo il saluto fascista di una donna affacciata alla finestra della propria abitazione, dal corteo sono partiti applausi, saluti romani e cori inneggianti a Mussolini. Episodi che hanno segnato il passaggio della manifestazione e che hanno contribuito ad alimentare la polemica politica attorno al corteo.

Non sono mancate contestazioni da parte di alcuni residenti e commercianti. Alcuni esercenti hanno preferito abbassare temporaneamente le serrande al passaggio dei manifestanti, mentre altri cittadini hanno seguito la mobilitazione affacciati lungo le strade del quartiere. La presenza delle forze dell’ordine ha accompagnato l’intero percorso fino a piazza Risorgimento.

Marsella: “Vogliamo parlare all’Italia che soffre e che lavora”

Tra le voci più rilevanti della giornata c’è stata quella di Luca Marsella, portavoce di CasaPound ed esponente di Remigrazione e Riconquista. Marsella ha respinto le accuse di nostalgie fasciste, sostenendo che in piazza ci fossero “italiani che alzano la testa” e “gente che vuole il bene del Paese”.

Il dirigente ha rivendicato il carattere radicale della proposta e ha spiegato il pubblico a cui il movimento intende rivolgersi: “Vogliamo parlare all’Italia che soffre e che lavora”. Sul significato della remigrazione, Marsella ha poi precisato: “Non parliamo di deportazione, questi sono giochi della sinistra. Vogliamo mandare a casa gli irregolari e chi non è assimilato. Vogliamo farlo con incentivi, ci sarebbe un grande risparmio per i cittadini”.

A sottolineare la composizione della piazza è stata anche Simona Boccuti, del Popolo delle Mamme, che ha parlato della presenza di “famiglie e giovani” e di una mobilitazione nata dal basso. “Sono state raccolte 140mila firme online con manifestazioni in tutta Italia, le persone hanno mostrato una piena apertura. Questa è l’Italia che risponde”, ha affermato.

Sul fronte della sicurezza è intervenuto Antonio Porto, segretario nazionale di Osa Polizia, secondo cui “chi non ha diritto di stare sul territorio nazionale deve tornare al proprio Paese”. Più critica verso il governo è stata invece la posizione di Ivan Sogari, esponente di Remigrazione e Riconquista: “Questo governo di centrodestra non è riuscito ad arginare la questione, anche per colpa dei moderati”.

La manifestazione di Roma consegna così un messaggio politico netto: la richiesta di spingere la remigrazione dentro il confronto parlamentare, ma anche una nuova pressione sul centrodestra, accusato dai promotori di non avere inciso abbastanza sulle politiche migratorie. Il prossimo passaggio sarà capire se la proposta riuscirà davvero ad arrivare in Parlamento e quale spazio troverà nel dibattito nazionale.

Published by
Lorenzo Costantino

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