I sondaggi politici frenano il Pd di Elly Schlein, mentre il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte recupera consensi.
La fase favorevole seguita al Referendum sulla Giustizia sembra essersi interrotta per il Partito Democratico. L’ultima Supermedia Youtrend, costruita sulle principali rilevazioni demoscopiche delle ultime due settimane, dal 28 maggio all’11 giugno 2026, registra un calo significativo per il partito guidato da Elly Schlein, mentre il Movimento 5 Stelle torna a crescere e riduce la distanza nel campo del centrosinistra. Il dato arriva in un momento già complicato per il Nazareno, segnato dall’uscita polemica di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo.
Il Pd perde lo 0,8% e scende al 21,4%, restando comunque il primo partito della coalizione progressista. La flessione, però, riapre il tema della leadership di Schlein, già messa alla prova dalle tensioni interne e dai malumori dell’area riformista. Sullo sfondo pesa anche la crescita di Giuseppe Conte, con il Movimento 5 Stelle che sale al 12,9% e registra l’aumento più consistente tra le forze del centrosinistra.
Il dato più pesante della settimana riguarda il Partito Democratico. Con un calo dello 0,8%, il partito di Elly Schlein fa registrare la flessione più marcata tra le principali forze politiche. Il 21,4% mantiene il Pd davanti agli alleati del campo progressista, ma non basta a spegnere le tensioni interne.
Il momento è delicato perché il risultato arriva dopo una fase in cui il centrosinistra aveva capitalizzato politicamente la vittoria di marzo al Referendum sulla Giustizia. Quella spinta, secondo l’andamento delle ultime rilevazioni, appare ora meno solida. La perdita di quasi un punto percentuale segnala un assestamento e rischia di riaprire la discussione sulla linea politica della segretaria.
A pesare non sono soltanto i numeri. L’addio di Pina Picierno ha riacceso lo scontro con l’area riformista, già scossa nelle settimane precedenti anche dall’uscita dell’ex ministra Marianna Madia. La vicepresidente del Parlamento Europeo era considerata una delle figure di riferimento di quel fronte interno che guarda con crescente diffidenza alla direzione impressa da Schlein.
Il risultato è un partito ancora centrale nella coalizione, ma attraversato da una pressione doppia: da un lato la resa dei conti interna, dall’altro la concorrenza sempre più visibile del Movimento 5 Stelle.
Il segnale più favorevole nel campo progressista arriva dal Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Giuseppe Conte cresce dello 0,6% e raggiunge il 12,9%, mostrando una dinamica opposta rispetto al Pd. È il dato che rende più interessante la lettura politica della Supermedia: mentre Schlein arretra, Conte recupera terreno.
La guida del centrosinistra resta formalmente nelle mani del Partito Democratico, ma il rapporto di forza interno al campo largo appare meno stabile rispetto alle settimane successive al referendum. Il Movimento 5 Stelle si presenta come l’unica forza dell’area progressista in vera crescita, capace di intercettare una parte del consenso che non sembra consolidarsi attorno al Pd.
Nel resto della coalizione, Avs resta stabile al 6,5%. Più difficile la situazione dei partiti centristi: Azione scende sotto la soglia del 3%, fermandosi al 2,9%, Italia Viva resta al 2,4%, mentre +Europa si mantiene all’1,4%. Sono numeri che confermano la difficoltà del centro riformista a trovare uno spazio autonomo e riconoscibile.
Il quadro complessivo mostra quindi un campo progressista ancora competitivo, ma attraversato da fratture interne, rapporti di forza mobili e una leadership sempre più esposta.
La Supermedia non consegna segnali del tutto positivi neppure al centrodestra. Giorgia Meloni registra una lieve flessione con Fratelli d’Italia, ma il problema politico più evidente riguarda gli alleati e la crescita di Futuro Nazionale, il progetto guidato dal generale Roberto Vannacci.
Il dato indica una possibile pressione a destra della coalizione, con Futuro Nazionale che intercetta attenzione e consenso mentre gli alleati tradizionali della premier appaiono in difficoltà. La crescita del partito di Vannacci, insieme a quella del Movimento 5 Stelle, rappresenta uno dei pochi segnali di movimento in una fase di generale assestamento.
Per Meloni, la questione non riguarda soltanto la tenuta di Fratelli d’Italia, ma l’equilibrio dell’intera coalizione. Se gli alleati continuano a perdere terreno e una nuova forza politica si rafforza nello stesso bacino elettorale, il centrodestra potrebbe trovarsi davanti a una competizione interna più complessa.
Il quadro che emerge dagli ultimi sondaggi politici è quindi segnato da due tensioni parallele. Nel centrosinistra, Schlein deve difendere la leadership del Pd dall’avanzata di Conte e dalle fratture interne. Nel centrodestra, Meloni resta il riferimento principale, ma deve fare i conti con il logoramento degli alleati e con la crescita del progetto politico di Vannacci.
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