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Renzi scuote il centrosinistra e avverte Schlein e Conte: “Senza primarie sarà il caos, rischiamo La Russa al Quirinale”

Matteo Renzi rilancia le primarie del centrosinistra e attacca Giorgia Meloni, Vannacci, Salvini e La Russa.

Matteo Renzi torna a spingere sulle primarie del centrosinistra e avverte gli alleati: senza una scelta popolare del candidato premier, il rischio è il caos. Intervistato da Serenella Mattera a Repubblica delle Idee, davanti a una piazza Maggiore piena, il leader di Italia Viva ha indicato l’inizio del 2027 come momento decisivo per organizzare la consultazione, in vista del voto politico che colloca a maggio dello stesso anno. Il messaggio politico è netto: per battere Giorgia Meloni, il campo alternativo alla destra deve trovare un accordo, anche tra forze molto diverse.

Nel ragionamento di Renzi, il nodo non è soltanto la prossima legislatura, ma anche l’elezione del presidente della Repubblica nel 2029. L’ex premier teme che una nuova vittoria del centrodestra possa consegnare alla maggioranza il controllo della partita del Quirinale, con il rischio, da lui evocato, di vedere Ignazio La Russa al Colle. Per questo si dice pronto a un passo indietro personale e a un ruolo meno centrale, pur di costruire una coalizione competitiva.

Primarie del centrosinistra, Renzi chiede una scelta popolare

Il passaggio più forte dell’intervista riguarda le primarie del centrosinistra. Renzi non le considera una semplice opzione organizzativa, ma una condizione politica per evitare divisioni e sconfitte. La sua posizione è chiara: “Senza le primarie è il caos e io non voglio il caos perché voglio vincere le elezioni contro la Meloni. Per me si vota a maggio 2027, quindi bisogna farle a inizio dell’anno prossimo”.

Il leader di Italia Viva chiede quindi una consultazione larga, aperta e capace di coinvolgere elettori, circoli e territori. “Facciamo le regole che volete, ma si devono fare, io sono pronto a tutto. Oggi non vedo la possibilità di individuare un nuovo Prodi trent’anni dopo. Se Elly Schlein, Giuseppe Conte e tutti coloro che vorranno partecipare hanno legittimamente l’ambizione di governare il Paese, si faccia una grande manifestazione di popolo”.

L’immagine scelta da Renzi è quella di una mobilitazione ampia: “Tre milioni di italiani vadano a votare alle primarie, si aprano le piazze, i gazebo, i circoli, le Case del popolo e le parrocchie. Mentre Giorgia Meloni si rinchiude per paura di Vannacci, noi apriamoci alla società”.

L’ex premier riconosce le differenze profonde con Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, ma sostiene che il punto principale sia impedire una nuova vittoria del centrodestra.

L’attacco a Meloni e il timore per il Quirinale

Renzi non nasconde il giudizio durissimo sul governo. “Il problema è che ritengo Giorgia Meloni e il suo governo un disastro per il futuro del Paese”, afferma. Subito dopo, però, invita il centrosinistra a non restare prigioniero delle polemiche del passato, perché il rischio politico sarebbe molto più alto.

Il leader di Italia Viva lega la sfida del 2027 alla futura elezione del presidente della Repubblica: “Non mi metto a fare polemiche sul passato, perché riterrei una responsabilità morale e politica incredibile consegnare alla maggioranza di Meloni, Vannacci, Salvini e compagnia l’elezione del prossimo presidente della Repubblica nel 2029, rischiamo La Russa al Quirinale”.

Alla domanda sul voto che portò La Russa alla presidenza del Senato, Renzi respinge le accuse rivolte al suo partito: “È una idiozia, basta guardare i numeri, i senatori di Italia Viva erano cinque, e La Russa prese 30 voti in più. Io ho contribuito a eleggere Mattarella, le mie battaglie le faccio alla luce del sole”.

Poi arriva l’appello alla coalizione: “Per cui pacifichiamoci col passato. O il centrosinistra si sveglia e fa un’opposizione seria o saremo colpevoli tutti quanti”.

Renzi pronto al passo indietro: “Anche il massaggiatore pur di mandare a casa Meloni”

Sul proprio ruolo, Renzi sceglie un tono più realistico rispetto al passato. Ammette che la stagione del 40% è lontana e che oggi Italia Viva deve muoversi dentro rapporti di forza diversi. “So che non è come dieci anni fa quando avevamo il 40%, devo rispettare i numeri. Devo essere umile e rinunciare a tirare in porta e giocare più a centrocampo”.

Poi usa una formula destinata a restare nel confronto politico: “Ma pur di mandare a casa Meloni sono disponibile a stare in panchina, a fare anche il massaggiatore perché questo governo è un pericolo per l’Italia e per l’Europa”.

L’ex premier non scioglie il nodo della candidatura alle primarie, ma riconosce di essere una figura divisiva. “Io so di essere un personaggio molto divisivo. Non sono più il ragazzino che veniva a Repubblica delle idee di 15 anni fa”. Aggiunge che il suo obiettivo non è rivendicare un ruolo personale, ma evitare altri cinque anni di governo della destra.

Renzi annuncia che al primo turno l’area di Italia Viva porterà un proprio candidato, ma precisa anche la scelta in caso di ballottaggio tra Schlein e Conte: “Se poi com’è probabile al ballottaggio andranno Schlein e Conte, io voterò Schlein, l’ho detto. Io ho rispetto per Elly, è uscita dal Pd quando non era d’accordo con me e ha preso i suoi voti. Ora, conoscendolo, spero che il Pd non faccia la guerra alla sua segretaria”.

Nel confronto con gli altri protagonisti, Renzi difende anche Silvia Salis, evitando però di bruciarne il nome come possibile candidata. “Io penso che Silvia Salis sia una donna intelligente, una brava sindaca e sono orgoglioso che stia dando un po’ di speranza al centrosinistra. Dopodiché lei ha detto di no. E siccome non è una donna etero diretta deciderà lei”.

Sul fronte opposto, il leader di Italia Viva vede in Roberto Vannacci un problema soprattutto per Meloni. “Tatticamente Vannacci è un problema per Meloni più che per noi, sta alzando talmente l’asticella che se il centrodestra accetta tutto ciò che Vannacci dice, è finito”. Poi l’attacco a Forza Italia: “Meloni perde la faccia, Forza Italia non ha più credibilità ammesso che si possa dare credibilità a quel passante chiamato Antonio Tajani”.

Nel quadro descritto da Renzi, se il centrodestra dovesse inseguire Vannacci, si aprirebbe uno spazio politico per il centro. Su Luca Zaia, invece, la battuta è secca: “Zaia è bravo ma abbaia e non morde”. Infine, sulla patrimoniale, il leader di Italia Viva si mostra vicino alla posizione di Conte: “Quando le tasse diventano troppe succede che i ricchi se ne vanno. Per il principio ideologico di dire: gli faccio pagare di più, questi se ne vanno e pagano meno”.

Published by
Claudia De Napoli

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