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Studentessa 17enne in coma bocciata per troppe assenze, il padre, “Scrutinio offensivo e disumano”

Una studentessa in coma da mesi risulta non classificata a Battipaglia: la famiglia contesta la decisione dell’istituto.

Una studentessa di 17 anni dell’Istituto superiore Enzo Ferrari di Battipaglia, in coma da dicembre 2024 per una grave patologia cerebrale, non è stata promossa agli scrutini finali perché risultata “non classificata”. La decisione è stata comunicata alla famiglia al termine dell’anno scolastico, dopo mesi di assenza dovuti alle condizioni di salute della ragazza. Per la scuola, il numero di assenze e la mancanza di elementi utili non consentivano una valutazione del percorso scolastico.

La vicenda ha provocato la reazione durissima del padre, che ha scritto all’istituto chiedendo l’annullamento dello scrutinio e definendo l’esito «offensivo e disumano». Il caso riguarda il confine tra la rigidità delle norme scolastiche e una situazione familiare drammatica, segnata da una malattia che ha interrotto la vita quotidiana e il percorso di studi della ragazza.

Studentessa in coma, la decisione della scuola di Battipaglia

La 17enne frequenta l’Istituto superiore Enzo Ferrari di Battipaglia. Da dicembre 2024 si trova in coma a causa di una grave patologia cerebrale. Nonostante l’assenza prolungata, nel giugno 2025 era stata ammessa alla classe successiva, poiché la scuola disponeva ancora di valutazioni acquisite nel primo quadrimestre.

Quest’anno, invece, la situazione è stata diversa. L’istituto ha comunicato alla famiglia che la studentessa risulta “non classificata” agli scrutini finali. In sostanza, non essendoci elementi sufficienti per valutare il rendimento scolastico, non è stato possibile deliberare la promozione alla classe successiva.

La decisione ha colpito profondamente i familiari. Il padre ha inviato una lettera alla scuola contestando l’esito dello scrutinio e chiedendo che venga annullato. Nella comunicazione ha definito la scelta «offensivo e disumano», espressione che sintetizza il dolore e la rabbia della famiglia davanti a una valutazione percepita come inadatta alla gravità del caso.

Il dirigente: “La normativa non ci consente di promuoverla”

Il dirigente scolastico Luca Mattiocco ha spiegato le ragioni della decisione, richiamando i limiti imposti dalla normativa. «Lo scorso anno la studentessa era stata ammessa alla classe successiva sulla base delle valutazioni già acquisite nel primo quadrimestre. Quest’anno, invece, non erano disponibili elementi utili alla valutazione e la normativa non consente di procedere nello stesso modo», ha dichiarato.

Il dirigente ha poi respinto l’idea di una mancanza di attenzione nei confronti della ragazza, sottolineando che l’istituto avrebbe cercato di starle vicino nei modi possibili. «Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità. La studentessa è stata ricordata durante un evento pubblico organizzato dalla scuola e una docente si è recata personalmente presso la sua abitazione per farle visita», ha aggiunto Mattiocco.

Le parole del dirigente mostrano la posizione dell’istituto: non una scelta punitiva, ma l’applicazione di regole che, secondo la scuola, non consentivano una valutazione sufficiente per la promozione. Resta però il dolore della famiglia, che contesta il significato umano e simbolico dello scrutinio.

Assenze, deroghe e valutazione: cosa prevede la normativa

Il nodo della vicenda riguarda la normativa scolastica sulle assenze. L’articolo 14 del Dpr 122/2009 prevede che gli studenti delle scuole superiori debbano frequentare almeno il 75% del monte ore annuale per essere ammessi alla classe successiva o all’esame di Stato.

La legge consente deroghe in casi eccezionali, comprese gravi condizioni di salute. Tuttavia, queste deroghe possono essere applicate solo quando esistono comunque elementi sufficienti per una valutazione complessiva dello studente. È proprio questo il punto richiamato dall’istituto di Battipaglia: nel caso della 17enne, secondo la scuola, mancavano dati utili per procedere allo scrutinio in modo diverso.

La vicenda lascia aperto un tema delicato: come conciliare l’applicazione delle regole con situazioni estreme, nelle quali la malattia impedisce qualsiasi continuità didattica. Per la famiglia, il provvedimento ha avuto il peso di una ferita ulteriore. Per la scuola, invece, la decisione sarebbe stata vincolata dall’assenza di elementi valutabili.

Il caso della studentessa dell’Istituto superiore Enzo Ferrari di Battipaglia porta così al centro una questione non solo scolastica, ma anche umana: il rapporto tra norme, malattia, percorso educativo e sensibilità istituzionale davanti a una condizione di particolare fragilità.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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