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Campo largo, Conte detta la linea: “Progressisti, ma non sinistra. La sicurezza sarà un pilastro”

Giuseppe Conte definisce il Movimento 5 Stelle progressista e rilancia la sicurezza come pilastro del programma del centrosinistra.

Giuseppe Conte prende le distanze dall’etichetta di forza “di sinistra” e prova a ridefinire il ruolo del Movimento 5 Stelle nel confronto con Elly Schlein e con l’area del cosiddetto campo largo. Al Forum Masseria 2026 di Manduria, in Puglia, durante un dibattito moderato da Bruno Vespa, l’ex presidente del Consiglio ha spiegato che il M5S si riconosce in una definizione progressista, ma non nelle famiglie tradizionali della sinistra. Un passaggio politico che arriva mentre resta aperta la costruzione di un programma comune tra le opposizioni, con la sicurezza indicata da Conte come uno dei temi centrali.

Conte e il Movimento 5 Stelle progressista

Il messaggio di Giuseppe Conte è stato netto: il Movimento 5 Stelle non intende essere assorbito dentro una definizione classica di sinistra. “Apparteniamo alle famiglie tradizionali della sinistra ma non ‘di sinistra’. Progressista sì. Progressista ci consente di abbracciare un campo più ampio. Uno spazio dove non ci sono solo partiti di sinistra tradizionali”, ha affermato il leader pentastellato.

Nel corso del confronto, Conte ha poi precisato il senso della sua posizione, rivendicando la specificità politica del M5S. “Progressisti – ha spiegato – perché non possiamo dirci ‘sinistra’, siamo una forza giovane, non apparteniamo alle famiglie tradizionali della sinistra è un fatto oggettivo. Lo dico anche con rispetto per tutto quello che storicamente hanno fatto le forze di sinistra”.

Il passaggio è rilevante perché interviene direttamente sul rapporto con il Partito Democratico e con Elly Schlein, leader di una formazione che rappresenta il principale riferimento della sinistra tradizionale italiana. Conte, pur confermando una collocazione alternativa alle destre, vuole marcare un perimetro autonomo per il Movimento 5 Stelle, evitando che la sua forza politica venga percepita come una semplice componente aggiuntiva del centrosinistra.

Il messaggio a Schlein e il perimetro del campo largo

La definizione progressista, nelle parole di Conte, serve a costruire uno spazio politico più ampio rispetto alle sigle tradizionali. “Marchiamo una differenza – ha proseguito -. Allo stesso tempo la definizione progressista è una formula che ci consente di abbracciare un campo più ampio, in contrapposizione alle forze conservatrici nel migliore dei casi, e reazionarie come questo governo nel peggiore dei casi. Ci consente quindi di avere uno spazio dove non ci sono solo i partiti tradizionali – ha concluso l’ex premier – ma c’è anche la possibilità per una forza come la nostra”.

Il ragionamento dell’ex presidente del Consiglio si inserisce nella fase delicata dei rapporti tra M5S e Pd. Il punto non riguarda soltanto le alleanze, ma anche l’identità con cui presentarsi agli elettori. Conte prova a tenere insieme due esigenze: da una parte la contrapposizione al governo, dall’altra la necessità di non consegnare il Movimento 5 Stelle a una collocazione politica percepita come troppo stretta.

Nel suo intervento, il leader pentastellato ha usato una linea precisa: distinguersi dalla sinistra tradizionale senza rompere il dialogo con l’area progressista. È un equilibrio che riguarda direttamente Schlein, chiamata a misurarsi con un alleato potenziale che vuole restare autonomo su linguaggio, temi e identità.

La sicurezza entra nel programma del centrosinistra

Accanto alla questione identitaria, Conte ha indicato anche un tema programmatico destinato a pesare nella costruzione dell’alternativa al governo: la sicurezza. L’ex premier ha assicurato che sarà “un pilastro” del programma del centrosinistra, con investimenti adeguati sulle forze di polizia.

A Bruno Vespa, Conte ha scandito una formula diretta: “Garantisco io”. Poi ha aggiunto che la sicurezza “riguarda tutti” ed è “sbagliato pensare che sia appannaggio di chi è al governo e ha fallito su tutta la linea”.

La scelta di puntare sulla sicurezza non è secondaria. È un terreno sul quale il centrodestra ha costruito una parte rilevante della propria comunicazione politica, ma che Conte prova a sottrarre a una lettura esclusiva della maggioranza. Nel disegno del leader del Movimento 5 Stelle, il tema deve entrare nel programma delle opposizioni con una impostazione autonoma e con risorse per chi opera sul territorio.

Il messaggio finale è dunque doppio: il M5S si colloca nel perimetro progressista, ma non si definisce “di sinistra”; allo stesso tempo rivendica un ruolo nella costruzione del programma, a partire da un tema sensibile come la sicurezza. Una posizione che conferma la volontà di Conte di trattare con il Pd senza rinunciare alla propria identità politica.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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