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Trump insulta Meloni, Calenda la difende: “Mentitore seriale e bullo da operetta”

Dopo le parole di Donald Trump su Giorgia Meloni, Carlo Calenda e vari esponenti dell’opposizione esprimono solidarietà alla premier.

Le nuove parole di Donald Trump contro Giorgia Meloni aprono un caso politico che supera gli schieramenti. Dopo il racconto del presidente degli Stati Uniti, secondo cui la premier italiana lo avrebbe “implorato” per una foto durante il G7 di Evian, diversi esponenti dell’opposizione hanno scelto di difendere la presidente del Consiglio, respingendo il tono usato dal capo della Casa Bianca. Tra i primi a intervenire c’è stato Carlo Calenda, segretario di Azione, che ha definito Trump “un mentitore seriale” e “un bullo da operetta”, sottolineando che gli insulti rivolti a Meloni colpiscono anche l’onore dell’Italia.

Trump-Meloni, le parole sul G7 e la reazione dell’opposizione

Il caso nasce dalle dichiarazioni di Donald Trump sul presunto incontro con Giorgia Meloni al G7 di Evian. Il presidente degli Stati Uniti ha sostenuto che la premier italiana avrebbe insistito per scattare una foto con lui. “Non volevo parlarci, mi ha fatto pena”, avrebbe detto Trump, aggiungendo che Meloni lo avrebbe “implorato di fare una foto”.

Le frasi hanno provocato una reazione ampia anche fuori dalla maggioranza. Carlo Calenda ha scelto una linea netta, prendendo le distanze dal racconto del presidente americano e difendendo la premier sul piano istituzionale.

“Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della Nazione”, ha dichiarato il leader di Azione.

La presa di posizione di Calenda evidenzia un punto condiviso da una parte dell’opposizione: la critica politica alla premier non cancella il rispetto dovuto al ruolo istituzionale e alla rappresentanza internazionale dell’Italia.

Dal Pd a +Europa, le parole di solidarietà a Giorgia Meloni

Anche dal Partito Democratico sono arrivate parole di solidarietà nei confronti di Giorgia Meloni. Il deputato Enzo Amendola ha commentato così: “La dignità della politica estera finita sotto un ponte. Solidarietà”.

Più articolato l’intervento della deputata Lia Quartapelle, che ha definito inaccettabile il tono usato dal presidente americano. “Non è accettabile il livello di offesa crudele che il presidente Trump ha rivolto alla premier. La figuraccia la fa lui: un prepotente che non si fa scrupolo a danneggiare le relazioni con l’Italia. Molto mi divide da Giorgia Meloni, ma non il rispetto: a lei. Solidarietà”.

Sulla stessa linea il senatore dem Filippo Sensi: “Solidarietà a Giorgia Meloni per le parole inqualificabili di Trump. Nessuno può permettersi questo tono arrogante con chi guida il governo italiano. Tutto mi separa da Meloni e dalla destra, che millantava di fare da ponte. Ma nessuno può trattare l’Italia in questo modo”.

A intervenire è stato anche Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa, che ha respinto le parole di Trump definendole “inaccettabili”. “Le parole di Trump nei confronti di Meloni sono inaccettabili e vanno respinte al mittente: non è accettabile che il presidente Usa si rivolga in questo modo triviale nei confronti della Presidente del Consiglio della Repubblica italiana, cui esprimo la mia solidarietà. Trump, comunque, stupisce solo chi non aveva ancora compreso la cifra personale oltre che quella politica. Un bullo, dentro e fuori gli Usa, che ostenta disprezzo per lo stato di diritto e il diritto internazionale”.

Conte critica Trump ma richiama il governo, Avs chiede le dimissioni

Nel fronte dell’opposizione si registra anche l’intervento di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che ha espresso solidarietà istituzionale ma ha collegato il caso alla postura internazionale del governo. “L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico. È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali”.

Poi il passaggio più politico: “Spero solo – aggiunge il leader del Movimento 5 Stelle – che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto. La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza”.

Più dura la posizione di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, che secondo quanto riportato nella ricostruzione politica hanno chiesto le dimissioni di Meloni.

Il caso resta dunque su un doppio piano: da un lato la condanna quasi trasversale delle parole di Trump, ritenute offensive nei confronti della premier e dell’Italia; dall’altro le divisioni interne all’opposizione sulla responsabilità politica del governo nei rapporti con Washington.

Published by
Emanuele Larocca

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