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Vannacci supera la Lega e ora spaventa Conte: Futuro Nazionale può pescare tra gli elettori del M5S

Il sondaggio Youtrend per SkyTg24 segnala il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega e il calo del M5S.

Il nuovo sondaggio Youtrend per SkyTg24 riapre il caso politico attorno a Roberto Vannacci: Futuro Nazionale viene indicato al 5,9%, in crescita di 1,5 punti rispetto alla settimana precedente, mentre la Lega si ferma al 5,8% e il Movimento 5 Stelle scende al 12,1%. Il dato, emerso nella giornata di ieri, ha avuto conseguenze immediate nella lettura degli equilibri tra centrodestra e opposizione, perché la crescita del partito dell’ex generale non sembra pesare soltanto sul bacino leghista, ma potrebbe intercettare anche una parte dell’elettorato grillino più distante dall’alleanza con il Pd.

Vannacci e il sondaggio Youtrend: Futuro Nazionale davanti alla Lega

Il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega, almeno nella fotografia tracciata da Youtrend per SkyTg24, rappresenta uno dei passaggi più delicati delle ultime rilevazioni politiche. Il partito guidato da Roberto Vannacci viene dato al 5,9%, mentre la Lega di Matteo Salvini resta sotto, al 5,8%, con una flessione limitata allo 0,1%.

Il dato arriva dopo un’altra rilevazione, quella di Swg per TgLa7, che aveva già mostrato i due partiti appaiati al 5,3%. In quel caso Futuro Nazionale risultava in crescita di mezzo punto, mentre la Lega arretrava dello 0,3%. Numeri diversi, ma con una tendenza comune: il movimento vannacciano è ormai dentro la partita nazionale e non può più essere letto soltanto come una scissione elettorale ai danni del Carroccio.

La parte più significativa della rilevazione riguarda però il possibile effetto sul Movimento 5 Stelle. Nella settimana in cui Futuro Nazionale avanza di 1,5 punti, il partito di Giuseppe Conte perde quasi la stessa quota, scendendo al 12,1%. Parlare di travaso diretto sarebbe forzato, anche perché altri sondaggi indicano valori diversi per il M5S, ma il segnale politico è evidente.

Il nodo grillino e la sfida diretta a Conte

La crescita di Roberto Vannacci sembra inserirsi in uno spazio lasciato libero dal vecchio Movimento 5 Stelle. Il richiamo anti-sistema, il linguaggio diretto, la promessa di correre contro tutti e la distanza dai partiti tradizionali ricordano, almeno in parte, la stagione iniziale del grillismo. Oggi però il M5S è un partito che ha governato, ha costruito alleanze e, con Giuseppe Conte, cerca una collocazione più moderata nel campo dell’opposizione.

Uno dei segnali politici più osservati è stata la posizione assunta da Vannacci dopo la frase del deputato Francesco Silvestri sulle ginocchiere a Giorgia Meloni davanti a Donald Trump. Il leader di Futuro Nazionale ha dichiarato: “Non avrei percepito l’allusione come un insulto sessista”, salvo poi precisare di “non essere una donna” e quindi di non avere la stessa sensibilità.

A rendere più marcata la distanza tra Conte e Vannacci è arrivato anche il tema della remigrazione. L’ex presidente del Consiglio ha scelto una formula insolitamente dura per liquidare la proposta: “la remigrazione è una gran cazzata”. Non è soltanto una frase forte. È il segnale di un confronto ormai diretto con un rivale che prova a togliere spazio al M5S su sicurezza, immigrazione e protesta contro il sistema politico.

Perché il Sud può diventare il terreno decisivo

Un altro elemento centrale riguarda il radicamento territoriale. Roberto Vannacci appare particolarmente competitivo nel Sud, dove riempie incontri pubblici e teatri in aree che nel 2018 avevano premiato in modo massiccio il Movimento 5 Stelle. Anche alle Politiche del 2022, pur in un quadro nazionale diverso, il M5S era riuscito a conquistare diversi collegi uninominali proprio nel Mezzogiorno.

Il punto di contatto tra l’elettorato grillino più deluso e Futuro Nazionale non è tanto programmatico quanto identitario. Vannacci propone un partito di rottura, dichiaratamente alternativo ai poli tradizionali e lontano dalle alleanze. È una posizione che può parlare a quella parte di elettori del M5S che non ha mai accettato il rapporto con il Pd e che fatica a riconoscersi nella linea più istituzionale di Conte.

Per la Lega, il rischio resta comunque alto: la concorrenza di Futuro Nazionale può erodere consenso nell’area di destra più radicale. Ma per il Movimento 5 Stelle il problema potrebbe essere più sottile: non perdere voti verso un alleato, ma verso un soggetto che riprende il linguaggio della rivolta politica, portandolo su un terreno molto diverso da quello costruito negli ultimi anni da Giuseppe Conte.

Published by
Emanuele Larocca

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