Matteo Salvini interviene sullo scontro tra Trump e Meloni: “Parole gratuite, inutili, sgradevoli”, ma niente rottura con gli Usa.
Matteo Salvini prende le distanze dalle parole di Donald Trump contro Giorgia Meloni, ma esclude una crisi tra Italia e Stati Uniti. Il vicepresidente del Consiglio e segretario della Lega, intervenuto a margine delle primarie del partito per la scelta del candidato sindaco di Milano, ha definito le dichiarazioni del presidente americano “gratuite, inutili, sgradevoli”, ribadendo però che i rapporti tra i due Paesi restano quelli di due nazioni alleate. La presa di posizione arriva dopo il nuovo affondo del tycoon contro la premier italiana e la replica della presidente del Consiglio, che ha respinto con fermezza la ricostruzione sulla presunta richiesta di una foto al G7.
Lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni continua a pesare sul confronto politico italiano. Matteo Salvini, pur confermando la volontà di mantenere buoni rapporti con Washington, ha criticato apertamente il tono usato dal presidente americano nei confronti della premier.
Quelle di Trump, ha detto il leader della Lega, “sono parole gratuite, inutili, sgradevoli, però non c’è una guerra fra Italia e Stati Uniti, ci sono già troppe guerre e spero che gli Stati Uniti ci aiutino a porre fine ad alcune di queste guerre, visto che anche in Iran mi sembra che le cose non stiano andando benissimo. Mentre in Iran, in Libano, in Israele, in Ucraina e in Russia si continua a sparare, ritengo che la più importante potenza mondiale debba rivolgere le sue attenzioni a questi fronti di guerra e non ad altro”.
Il messaggio del vicepremier è doppio: da una parte la difesa di Meloni, dall’altra la volontà di non trasformare l’incidente politico in una rottura diplomatica. Salvini ha insistito sul fatto che l’alleanza tra Roma e Washington non può essere compromessa da una polemica, per quanto dura.
Il nuovo scontro nasce dalle frasi pronunciate da Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni, dopo l’incontro al vertice G7 di Evian, in Francia. Secondo quanto emerso, il presidente americano avrebbe sostenuto che la premier italiana gli avrebbe chiesto con insistenza una foto insieme, usando toni molto pesanti: “Mi ha implorato una foto insieme, mi ha fatto pena”.
La risposta di Meloni è arrivata con un video e con parole altrettanto nette: “Allibita, noi non imploriamo”. Una replica che ha spostato lo scontro su un piano istituzionale, perché la presidente del Consiglio ha respinto l’idea di una subordinazione personale o politica nei confronti del presidente americano.
Prima del nuovo botta e risposta, Salvini aveva già chiarito di non rinnegare il sostegno politico espresso in passato a Trump. “Non mi devo pentire, mi dolgo e mi pento, mi pento e mi dolgo quando vado a confessarmi in chiesa. Io mi sento italiano, sono vicepresidente del Consiglio e voglio avere buoni rapporti con tutti”, ha dichiarato il segretario della Lega.
Poi la precisazione politica più forte: “Io posso solo ripetere che chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e attacca tutta l’Italia. Ciò ovviamente non compromette i rapporti fra due Paesi amici, fra due popoli amici”.
Nel frattempo, il clima tra governo italiano e amministrazione americana viene osservato anche attraverso i prossimi appuntamenti diplomatici. Diversi ministri non dovrebbero partecipare al ricevimento per il 4 luglio, festa dell’Indipendenza americana, che sarà ospitato il 2 luglio dall’ambasciata degli Stati Uniti a Roma.
Tra gli assenti vengono indicati Francesco Lollobrigida, presente lo scorso anno, Tommaso Foti, Andrea Abodi e il forzista Paolo Zangrillo. Il dato viene letto come un possibile segnale del raffreddamento seguito alle parole di Trump, anche se dal governo non arriva una dichiarazione formale di rottura.
Interpellato sulla serata del 2 luglio a Roma, Salvini ha evitato di trasformare la questione in un caso politico personale. “La mia agenda la faccio settimana per settimana, quindi posso dire dove vado oggi pomeriggio in piazza San Carlo e dove vado domani con mia figlia”, ha risposto il vicepremier.
La linea della Lega, almeno nelle parole del suo segretario, resta quindi quella della difesa della premier e della prudenza diplomatica. Trump viene criticato per l’attacco a Meloni, ma Salvini prova a separare la polemica personale dal rapporto strategico tra Italia e Stati Uniti, in una fase segnata dalle guerre in Ucraina, Russia, Iran, Libano e Israele.
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