Sofia Barberi è morta a Ceriale dopo l’incidente in scooter: bufera per il video girato da un ragazzo sull’auto coinvolta.
Sofia Barberi, 22 anni, è morta a Ceriale, in provincia di Savona, dopo essere stata travolta mentre viaggiava su uno scooter con un’amica lungo l’Aurelia, nella notte tra venerdì 19 e sabato 20. A colpire il mezzo sarebbe stata una Fiat 500 bianca sulla quale viaggiavano alcuni ragazzi. Mentre i soccorsi intervenivano sul posto e le condizioni della giovane risultavano disperate, uno dei passeggeri dell’auto ha registrato un video ridendo e commentando l’accaduto. Le immagini hanno provocato una forte ondata di indignazione, mentre i carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dello schianto.
L’incidente è avvenuto durante la notte sull’Aurelia, nel territorio di Ceriale. Sofia Barberi, figlia di un componente della Giunta comunale di Ceriale, era in sella a uno scooter insieme all’amica Emma quando il mezzo è stato travolto da una Fiat 500 bianca. L’impatto è stato molto violento e per la 22enne non c’è stato nulla da fare.
La giovane è morta per le conseguenze dei traumi riportati nello schianto. L’amica che si trovava con lei sullo scooter è rimasta coinvolta nell’incidente e le sue condizioni sono al centro degli accertamenti sanitari. Sul luogo sono intervenuti i soccorritori e le forze dell’ordine, chiamate a ricostruire con precisione cosa sia accaduto nei momenti precedenti all’impatto.
Al momento l’unica persona indagata risulta essere Noemi, la ragazza che si trovava alla guida dell’auto. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire la velocità dei mezzi, la traiettoria seguita dalla vettura e ogni elemento utile a definire eventuali responsabilità.
Poco dopo lo schianto, sui social è comparso un video girato da uno dei ragazzi a bordo della Fiat 500. Nelle immagini, registrate dal luogo dell’incidente, si sente il giovane commentare l’accaduto con toni che hanno provocato sconcerto.
Nel filmato si sente dire: “Ve lo giuro, questa è morta, abbiamo rotto tutto stanotte”. Poi un’altra frase: “Per un mese niente lavoro, fratello, tentato omicidio ci hanno fatto”. Infine il riferimento alla ragazza alla guida: “Free Noemi”.
Il video ha iniziato a circolare rapidamente, generando una dura reazione pubblica. Le parole pronunciate mentre sul posto erano ancora in corso i soccorsi sono state considerate offensive e incompatibili con la gravità della situazione. La morte di Sofia Barberi e il contesto in cui quelle frasi sono state registrate hanno reso il caso ancora più pesante.
Ore dopo, lo stesso ragazzo ha pubblicato un secondo video per chiedere scusa. “Chiedo scusa per quello che ho pubblicato – dice – Non avevo capito la gravità della situazione, sono un cog***, me ne vergogno. Avete tutte le ragioni del mondo, ero ubriaco e non capivo la situazione”.
Sul caso è intervenuta anche la Croce Bianca Finale Ligure, che ha affidato a Facebook un lungo messaggio dopo la diffusione del filmato. Il post ricostruisce il contrasto tra il lavoro dei soccorritori e il comportamento documentato nel video.
“Mentre tutti – si legge – facevano l’impossibile sull’asfalto, mentre delle famiglie venivano distrutte per sempre da una notizia che nessuno vorrebbe mai ricevere, qualcun altro ha pensato bene di fare altro.
Sta circolando un video, registrato sul posto, in cui si scherza e si ride con evidente alterazione davanti a questa tragedia. Esprimiamo il nostro più profondo schifo e sdegno per questo squallido e aberrante teatrino. Vedere qualcuno che, anziché rendersi conto della gravità di ciò che è appena accaduto, usa la gravità altrui per fare l’idiota sui social ci lascia senza parole e con un profondo senso di nausea e sdegno.
Nel 2026 tutto questo non è più accettabile. Non è accettabile che un incidente stradale venga trattato come uno spettacolo da social. Non è accettabile che la vita di una ragazza giovane valga meno di un momento di esibizionismo idiota e privo di umanità. Di fronte alla morte e al dolore serve solo una cosa: il silenzio e il rispetto”.
Intanto i carabinieri proseguono gli accertamenti. La posizione della conducente della Fiat 500 resta al centro dell’inchiesta, ma gli investigatori dovranno valutare anche il comportamento degli altri occupanti dell’auto e acquisire ogni elemento utile, compresi i filmati diffusi dopo l’incidente. La priorità resta chiarire la dinamica dello schianto costato la vita a Sofia Barberi, una ragazza di appena 22 anni.
This website uses cookies.