Il Piano casa divide maggioranza e opposizioni dopo l’accusa di Rossano Sasso sulle assegnazioni degli alloggi popolari.
Il confronto sul Piano casa si è spostato dalla Camera agli studi televisivi di La7, dove nella puntata de L’aria che tira condotta da David Parenzo è stato ripreso lo scontro politico nato il 23 giugno durante la discussione parlamentare. Al centro della polemica ci sono le parole pronunciate da Rossano Sasso, esponente di Futuro Nazionale, che dai banchi dell’Aula aveva accusato le opposizioni di essere “razziste contro gli italiani”, contestando quella che ha definito una tendenza a “mettere sempre ai primi posti gli stranieri” nell’accesso alle case popolari. Una posizione che ha riaperto il confronto sui criteri di assegnazione degli alloggi e sul rapporto tra emergenza abitativa, diritti sociali e tensioni politiche.
Nel corso della trasmissione, sul tema sono intervenuti Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia, e Ouidad Bakkali, deputata del Partito Democratico. La parlamentare dem ha chiesto al collega di maggioranza una presa di posizione netta sulle dichiarazioni arrivate dall’area vannacciana: “Lei condanna quello che dice Vannacci, condanna quello che dice Sasso?”.
La replica di Cattaneo ha spostato il confronto sul piano politico. “Bakkali lei cade nel tranello di Vannacci”, ha risposto il deputato di Forza Italia. Poi ha aggiunto: “Se voi riascoltate Sasso lui nel merito alza i toni in maniera incredibile, ma politicamente con chi è che se la prende nell’intervento? Con la destra! Dice: ‘Voi non state facendo, voi avete tradito’. Bisogna scendere nel merito per smontare Vannacci”.
Secondo Cattaneo, dunque, il punto non sarebbe soltanto la condanna dei toni usati, ma la capacità di affrontare il nodo dell’accesso agli alloggi pubblici senza lasciare spazio a messaggi politicamente più aggressivi.
Il deputato azzurro ha poi richiamato la propria esperienza amministrativa, sostenendo che il tema delle graduatorie per le case popolari non sia nuovo. “Il tema delle case popolari – continua il deputato di FI – che vengono assegnate ad Abdul e a Mohamed è un tema trito e ritrito che è da 18 anni che è così. Quando io facevo il sindaco c’erano gli stessi temi. Non si riesce a trovare una soluzione perché è anche incostituzionale: se a qualcuno viene data la cittadinanza poi ha tutti i diritti”.
Il passaggio più netto è arrivato subito dopo, quando Cattaneo ha rivolto una critica alla sinistra sul modo di leggere il disagio abitativo. “Però io dico questo alla sinistra: non capire che c’è un disagio, che si è attivata anche una guerra tra poveri, che la persona italiana dopo una vita di sacrifici quando bussa alle porte dello stato prima trova sempre Mohamed, Abdul eccetera è un tema vero. Quindi io sento la responsabilità di risolvere il tema vero. Le soluzioni che dà Vannacci sono irrealizzabili ma il disagio c’è”.
La discussione ha così mostrato due piani distinti: da una parte la polemica sulle parole usate da Sasso e dal fronte vicino a Roberto Vannacci, dall’altra il tema concreto delle graduatorie e della pressione sociale legata all’emergenza abitativa. Cattaneo ha preso le distanze dalle soluzioni proposte da Vannacci, definendole “irrealizzabili”, ma ha insistito sulla necessità di riconoscere un problema percepito da una parte dei cittadini.
Il caso arriva mentre il Piano casa continua il suo percorso parlamentare, con la maggioranza impegnata a difendere il provvedimento e le opposizioni critiche su contenuti e impostazione. Lo scontro sulle case popolari ha aggiunto un ulteriore elemento di tensione, perché tocca un tema sensibile: l’accesso agli alloggi pubblici da parte di famiglie italiane e cittadini stranieri regolarmente inseriti nelle graduatorie.
Nel confronto tra Bakkali e Cattaneo, il nodo politico resta aperto. Per il Partito Democratico, il problema è la durezza del linguaggio usato da Sasso e dall’area vannacciana. Per Forza Italia, invece, limitarsi alla condanna delle frasi più controverse rischia di lasciare senza risposta il malessere sociale che si manifesta attorno all’emergenza abitativa.
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