Barriere coralline a rischio: solo la geoingegneria può preservarle

La natura, si sa è in grave pericolo, foreste, animali in via d’estinzione e aria sempre più inquinata.

Mettere un freno si può e si deve perché quando ci segnalano un allarme allora, forse, è già troppo tardi.

Il problema acquista una dimensione ancora più importante se consideriamo che ad essere minacciata da tanto inquinamento non é solo la terra ferma ma anche il mare.

Infatti, ormai sia le barriere coralline che gli oceani rischiano molto a causa sia delle troppo elevate temperature che dell’effetto serra.

E così la Carnegie Institution for Sciencee dell’università di Exeter ha studiato un eventuale rimedio e l’ha trovato, pare nella geoingegneria.

La Carnegie Institution for Sciencee dell’università di Exeter studiando il rimedio per allontanare il rischio dello sbiancamento dei coralli pare abbia trovato il modo più efficace.

Infatti, tutti i centri che si occupano della salvaguardia del nostro pianeta sono alla ricerca di un modo evidentemente naturale per non arrivare allo sbiancamento delle barriere coralline.

Se accadesse il danno che ne deriverebbe sarebbe immenso.

 

E, tra l’altro, pare che questo rischio sia ormai quasi imminente.

Ed ecco allora arrivare in soccorso la geoingegneria che avrebbe lo scopo di limitare l’emissioni di anidride carbonica.

A questo proposito, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) che studia il fenomeno ritiene che contenere i livelli di  CO2 non è sufficiente ma serve che sia proprio l’uomo a dover intervenire per limitare i danni.

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Lorenzo Costantino