Squinzi attacca i sindacati, fattore di ritardo per l’Italia

Giorgio Squinzi, padron della Mapei S.p.A. e del Sassuolo calcio e presidente della Confindustria durante un suo discorso alla festa del Partito Democratico a Milano ha duramente attaccato i sindacati.

Il presidente di Confindustria non ha usato mezzi termini per affermare che uno dei fattori che determina il rallentamento della crescita e dello sviluppo in Italia è il sindacato: “Il sindacato è mediamente un fattore di ritardo in Italia”.

Giorgio Squinzi ha rincarato la dose contro i vertici del sindacato italiano affermando che: “Un sindacato moderno dovrebbe avere la capacità di rispondere in tempi utili per non perdere opportunità di lavoro, sono d’accordo con il primo ministro. In generale, nella storia, il sindacato ha fatto tardare tanto l’efficienza e l’ammodernamento del Paese”.

Il presidente di Confindustria ha poi ribadito che non può che essere favorevole alla politica dell’esecutivo Renzi che prevede nei prossimi anni una graduale riduzione delle tasse a partite da Imu e Tasi per terminare con Irpef, Ires e Irap.

La risposta alle dure dichiarazioni sul sindacato non si sono fatte attendere.

Il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo ha così replicato al discorso pronunciato durante la festa dell’unità di Milano da Giorgio Squinzi: “Le accuse generiche ai sindacati senza parlare del merito lasciano il tempo che trovano: Confindustria con chi parla e di cosa parla? Fattori di ritardo per il Paese sono le imprese che non investono in ricerca, innovazione, processi e prodotti”.

Carmelo Barbagallo chiarisce che secondo lui i cosiddetti “fattori di ritardo in Italia” sono stati provocati dai mancati investimenti sia da parte del governo che dei privati.

Il segretario della Uil sottolinea che: “Abbiamo invitato Confindustria a fare fronte comune su questi aspetti, così come l’abbiamo invitata a discutere di una riforma del sistema contrattuale, da noi proposta già nello scorso mese di febbraio, che punta sulla crescita del Pil e sullo sviluppo: stiamo aspettando ancora le risposte”.

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Lorenzo Costantino