Aids, allarme aumento casi in Europa è record di infezioni

Di Aids ancora si muore ed i numeri delle persone contagiate è in costante aumento.

L’allarme sull’aumento delle persone contagiate è stato dato dall’Oms Europa che ha voluto sensibilizzare sia i governi di tutto il vecchio continente che le persone su una malattia che in questi ultimi anni è stata sottovalutata e di cui non se ne parla più tanto.

Una situazione che diventa molto pericolosa soprattutto in alcune nazioni dell’est Europa dove i contagi sono duplicati.

Il numero delle persone malate di Hiv ha avuto nel 2014 un incremento inatteso.

L’anno scorso sono state riscontrate dai medici più di 142 mila casi di nuove infezioni ed è il numero più alto dal 1980 da quando l’Hiv è stata scoperta.

L’allarme sull’Hiv, che è una malattia che colpisce ancora tante persone e che nel 2014 ha registrato un numero di malati altissimo, è stato dato dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

I dati sono stati divulgati prima della giornale mondiale contro l’Aids che si svolgerà il 1 dicembre.

Il numero di malati è aumentato in modo molto elevato, è raddoppiato il numero delle persone sieropositive, soprattutto nell’Europa Orientale.

Uno dei fattori che ha determinato l’aumento delle persone malate di Aids è stato l’uso della stessa siringa tra i tossicodipendenti.

Zsuzsanna Jakab, direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ha così commentato l’aumento dei pazienti malati di Hiv: “Nonostante tutti gli sforzi per combattere l’Hiv, in un anno la Regione europea ha totalizzato più di 142.000 nuove infezioni, il numero più alto che mai. Questo è un problema serio. Chiediamo ai Paesi europei di intervenire e arginare l’epidemia di Hiv una volta per tutte”.

Sull’importantissimo argomento è intervenuto anche il dottor Andrea Ammon direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie che ha riferito che. “Dal 2004 i tassi di nuove diagnosi sono più che raddoppiati in alcuni Paesi, mentre si sono ridotti anche del 25% in altri. L’epidemia in generale però persiste, sostanzialmente invariata. Questo significa che la risposta nell’Unione europea non è stata abbastanza efficace”.

Zsuzsanna Jakab ha anche riferito che le persone che sono più soggette ad ammalarsi di Hiv sono i rifugiati: “I rifugiati e i migranti rimangono una priorità per la prevenzione e la cura dell’Hiv. Conflitti e disastri non dovrebbero pregiudicare l’accesso ai servizi per le persone che vivono con l’Hiv. Se rifugiati e migranti sono vittime di esclusione sociale nei Paesi di arrivo, sono più a rischio di infezione e questo può portarli a comportamenti a rischio”.

Il direttore dell’Oms ha concluso le dichiarazioni con un accorato appello: “L’Oms sollecita tutti i Paesi europei a offrire misure di prevenzione e servizi di diagnosi e trattamento a tutti i rifugiati e migranti, a prescindere dal loro status giuridico. Questo è anche il modo più sicuro per proteggere la popolazione residente dall’Hiv”.

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Lorenzo Costantino