Infarto sono più giovani le vittime, ecco i sintomi e le cause

In Italia la malattia che determina più decessi in assoluto è l’infarto. Circa il 12% dei decessi ogni anno avviene per un infarto che non è stato curato o diagnosticato in tempo. Le cause che possono provocare l’infarto sono tante ma in modo particolare bisogna evitare continui eccessi a tavola e bisogna smettere di fumare.

Le recenti statistiche fornite da uno studio americano hanno stabilito che l’età media delle persone che muoiono d’infarto, negli ultimi venti anni, è scesa di molto  e si attesta ora intorno ai 60 anni.

Ai primi sintomi tipici dell’infarto bisogna subito recarsi all’ospedale più vicino. I medici ritengono che sia importantissimo riuscire ad arrivare in una struttura medica prima che l’infarto abbia già fatto il suo corso. La medicina ha fatto passi da gigante in questi anni per la lotta contro l’infarto ma ancora sono troppe le persone che muoiono per questa patologia.

Secondo gli ultimi dati, sono 25 mila i decessi in Italia per colpa dell’infarto e potrebbero essere molti di meno se si avesse una vita più sana, senza eccessi alimentari e dedicando qualche ora del proprio tempo libero allo sport.

Una malattia che sta colpendo sempre più persone è l’infarto. Quello che più preoccupa che si è abbassata di molto l’età media delle persone colpite. I motivi per i quali nel giro di pochi anni sono colpiti sempre più persone più giovane sono la sedentarietà e l’obesità.

In media i pazienti che sono colpiti da infarto hanno un’età di 60 anni quando solo qualche anno fa l’età media era intorno ai 64 anni. I medici hanno studiato 3.900 casi di infarti avvenuti negli ultimi 20 anni ed hanno scoperto che sono molte le persone che riescono a salvarsi ma sono anche ancora tanti i decessi.

Sono tantissime le persone che muoiono d’infarto ed in quest’ultimo periodo sono aumentati i decessi, per questa comune patologia, anche di persone molto giovani. La vita sedentaria e un regime alimentare ricco di grassi saturi ha determinato un aumento delle possibilità che un individuo possa essere colpito da infarto.

Ogni anno sono 120 mila in Italia le persone colpite da infarti. 95 mila riescono a salvarsi recandosi in tempo presso i plessi ospedalieri e ricevendo le cure necessarie. 25 mila persone muoiono all’istante. L’infarto si manifesta con dei dolori e fitte che molto spesso che avvengono già qualche giorno prima. I medici raccomandano che al primo segnale i pazienti si devono recare all’ospedale più vicino per svolgere l’analisi necessarie per comprendere se si è stati colpiti da un infarto.

Una ricerca che dovrebbe far molto riflettere quella condotta da alcuni studiosi Americani. I ricercatori dell’Americani College of Cardiology hanno raccolto i dati degli ultimi venti anni sugli infarti. La scoperta è stata sconcertante, l’età media degli individui che dal 1995 al 2014 sono stati colpiti da un infarto è scesa di ben quattro anni, da 64 a 60 anni.

Lo studio è stato condotto analizzando le cartelle cliniche di ben 3.900 persone colpite da infarto negli Stati Uniti d’America. I ricercatori hanno, in particolare, esaminato le cartelle delle persone che sono state colpite da infarto dall’anno 1995 al 2014.

I ricercatori americani, oltre ad evidenziare che il numero degli infarti è aumentato vertiginosamente, hanno constatato anche che l’età media delle persone colpite da infarto è ora di 60 anni. Le cause che provocano l’infarto sono diverse, tra questi i fattori più a rischio sono ipertensione, obesità e diabete.

I ricercatori americani hanno anche verificato che l’obesità,  come motivo dell’insorgenza di un infarto, è aumentata negli ultimi anni dal 31 al 40%. L’aumento si è verificato anche per il diabete dal 24 al 31% e per l’ipertensione dal 55 al 77%.

Gli studiosi hanno verificato che è molto importante per, non essere colpiti dall’infarto, la prevenzione.

Samir Kapadia, uno dei ricercatori americani che ha condotto l’importantissimo studio ha così commentato i risultati della ricerca: “Se sul fronte delle terapie abbiamo fatto grandi passi avanti in 20 anni , molto c’è da fare sotto l’aspetto prevenzione. Durante le visite di controllo bisogna insistere di più con i pazienti per un corretto stile di vita”.

L’obesità, secondi recenti dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della sanità, è in continuo aumento. L’Oms ritiene che nei prossimi anni il numero delle persone obese sarà quasi il raddoppiato.

La paura più grande è che l’obesità sta colpendo soprattutto le fasce più deboli come bambini e anziani. I bambini in particolare hanno una dieta alimentare sbagliata e di inoltre conducono per la maggior parte dei casi una vita molto sedentaria rinunciando allo sport.

Camminare e praticare lo sport aiuta a tenere bassi i valori di trigliceridi e di livello del sangue del corpo e scongiura, in molti casi, l’infarto.

Il dottor Girelli ha voluto rende noti quali sono i rischi dei trigliceridi alti: “La concentrazione dei trigliceridi che circola nelle nostre arterie dipende, innanzitutto dallo stile di vita e dalla dieta. Una vita sedentaria con troppi grassi dolci e alcol determinano un aumento pericoloso dei trigliceridi”.

La principale causa che provoca l’infarto è il fumo. Il fumo ostruisce pian piano le arterie, determinandone l’occlusione ed un’alta possibilità di essere colpiti da un infarto.

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Lorenzo Costantino