Pisa, inventata capsula che annienta le placche aterosclerotiche

L’aterosclerosi è una delle malattie più comuni tra le persone di una certa età. Secondo l’organizzazione mondiale della sanità l’aterosclerosi inizia a manifestarsi negli uomini dopo i 50 anni e nelle donne dopo i 65 anni.

Sono molti gli studi svolti questi ultimi anni che hanno cercato di comprendere come si manifesta questa terribile malattia ma fino ad ora con scarsissimi risultati. Una ricerca condotta alla Scuola Sant’Anna di Pisa che è stata resa nota solo qualche giorno fa da nuova speranza nella lotta contro l’aterosclerosi.

Una scoperta sensazionale è stata fatta da un team di ricercatori pisani. Gli studiosi della Scuola Sant’Anna di Pisa hanno individuato come poter eliminare le placche che ostruiscono i vasi sanguigni e che determinano l’insorgenza della aterosclerosi.

I ricercatori pisani sono riusciti a scoprire una sostanza chimica che ha la capacità di bombardare le placche e fare in modo che possano essere del tutto cancellate. La scoperta dei ricercatori pisani deve essere ancora testata sull’uomo,

Uno dei migliori centri di ricerca italiani è senza ombra di dubbio la Scuola Sant’Anna di Pisa. Un team di studiosi della prestigiosa scuola ha concluso uno studio su una delle malattie più devastanti che esistono, l’aterosclerosi.

I ricercatori pisani hanno studiato come prevenire una patologia del sangue come l’aterosclerosi che colpisce tantissime persone che superano i 65 anni di età. Secondo i ricercatori pisani, per combattere efficacemente la malattia, bisogna cercare di prevenirla. L’aterosclerosi inizia a manifestarsi, con alcuni piccoli sintomi, già nell’età giovanile. Con il passare degli anni questo tipo di patologia si forma quando nascono le prime placche che occludono i vasi sanguigni e non permettono la regolare circolazione del sangue.

Secondo i medici di tutto il mondo prevenire questo tipo di malattia potrebbe essere un grandissimo successo. I ricercatori della scuola Sant’Anna di Pisa sono vicini a riuscire ad individuare il meccanismo che permette che non si formino placche. I ricercatori pisani hanno studiato una capsula, denominata “MicroVast”, che quando inserita nel corpo inizia ad espellere delle particelle magnetiche che sono in grado di far esplodere le placche che determinano l’occlusione dei vasi sanguigni.

La capsula “MicroVast” è stata prodotta dall’Istituto di Biorobotica di Pisa.  Le placche, una volta che sono state completamente distrutte dalle particelle contenute dalla capsula, vengono attirate da un particolare sistema che funziona come una calamita che ha il compito di ripulire i vasi sanguini, per fare in modo che le placche non possano più riformarsi.

I primi test sulla capsula “MicroVast” sono stati condotti in laboratori ed altre prove saranno svolte nei prossimi mesi. Paolo Dario, uno degli studiosi che ha portato a termine l’importantissima ricerca, ha così spiegato l’importanza della capsula “MicroVast”: “La messa a punto di una piattaforma robotica con due manipolatori, uno per la navigazione magnetica e uno per la guida ultrasonica, validata con test in vitro ed ex-vivo, la dimostrazione dell’attacco di trombi in vitro tramite ultrasuoni focalizzati, il recupero magnetico dei frammenti di placca e trombi in simulatore in vitro e sistemi per il rilascio di farmaci anti-infiammatori post-terapia nei vasi, tramite supporti nanostrutturati. Ora proseguiremo il lavoro per sviluppare soluzioni utilizzabili nella pratica clinica”.

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Lorenzo Costantino