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Bari, crudeltà. Un cane ritrovato affogato in mare con un masso al collo.

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E’ più che vera l’espressione che afferma che l’uomo è l’animale più pericoloso. Soprattutto quando diventa protagonista di azioni brutali e inaccettabili nei confronti degli esseri più deboli.

L’episodio accaduto nelle acque di mare vicino San Giorgio, alle porte di Bari, sta suscitando reazioni di sdegno e rabbia di tanti cittadini che stanno apprendendo, in queste ore da diverse testate giornalistiche, la notizia del ritrovamento, da parte della Squadra Nautica della Polizia di Stato, di una carcassa di cane, di grossa taglia, colore bianco, razza “dogo argentino” lasciato affogare in mare con al collo un corda legata ad un pesante masso. Abbiamo preferito risparmiare la foto del ritrovamento ai nostri lettori. Per il momento non si conosce né l’autore del barbaro gesto né il perché qualcuno abbia deciso di sbarazzarsi del povero animale.

E’ certo però che il vile che ha ammazzato il dogo non ha sicuramente pensato, nella sua ignoranza, al microchip portato dal cane che contiene registrati i dati del padrone. Attraverso questi, infatti, è stato possibile risalire al proprietario, un uomo di Adelfia già noto alle forze dell’ordine per alcuni reati commessi.

Sono al momento in corso ulteriori accertamenti da parte del magistrato che ha disposto l’esame autoptico della carcassa. Il proprietario del cane adesso dovrà render conto alle autorità che dovranno capire come sono andate realmente le cose. Non si esclude anche la possibilità che il cane possa essere stato sottratto al padrone magari solo per fargli del torto. Di tutta questa brutta storia purtroppo non ci resta che tanta rabbia ed amarezza.