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Sgarbi attacca Vendola, ecco come va interpretata questa fotografia

 

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Vittorio Sgarbi, critico d’arte e famosissimo per le sue esternazioni sempre dirette e spesso sopra le righe, ha voluto commentare , come fosse un’opera d’arte, una fotografia che ritrae Niki Vendola con il suo bambino, il piccolo Tobia.

E così Vittorio Sgarbi, dalle pagine de Il Giornale parte con il suo commento, come al solito senza usare mezzi termini e dice: “Avvezzo a guardare le immagini della maternità nei dipinti, le Madonne con il bambino di Pietro Lorenzetti, di Piero Della Francesca, di Giovanni Bellini, di Raffaello, di Klimt, di Gino Severini, ho guardato anche mamma Nichi nell’intensità del suo gesto. Ho visto, in modo esclusivo, perfino drammatico, l’amore egoistico, il desiderio di possesso, più ancora che la protezione del bambino. ‘Nessuno potrà strapparmelo’ sembra dire Nichi”.

 

L’analisi che fa Sgarbi è dettagliata, infatti, spiega ancora che ciò che emerge dalla foto non è “l’atteggiamento materno della mamma che sostiene e scalda il bambino nella Natività di Caravaggio a Messina, ma la concentrazione ossessiva e infantile di chi stringe una cosa che non è sua. Il piccolo Tobia appare un capriccio soddisfatto. Nello stringerlo, Nichi sembra dire: ‘Giù le mani, è mio’. Come direbbe di un orsacchiotto di peluche o di un cagnolino. Nulla di male. Ma il bambino è una persona che ha diritto a una madre, la quale, anzi le quali, peraltro, esistono”.