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Costa Crociere donna barese cade durante un’ escursione si procura due fratture, viene abbandonata al suo destino chiede risarcimento danni che per Costa non è dovuto

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Una donna barese di 66 anni durante una crociera avvenuta sulla nave “Costa Fortuna” è svenuta e si sarebbe procurata nel cadere due fratture.

L’incidente alla donna è accaduto a marzo scorso mese in cui decise di imbarcarsi per una crociera in Oriente con il marito.

La donna dopo essere stata soccorsa dallo stesso marito fu prima medicata in un ospedale di Abu Dhabi e poi trasferita in una struttura ospedaliera più attrezzata.

La donna fu ricovera nel reparto maxillofacciale del plesso ospedaliero khalifa Hospital e da quel momento ebbe inizio la sua personalissima odissea.

L’ospedale chiese alla povera donna barese una cauzione di ben 10 mila euro. La donna venne aiutata da una giovane italiana che causalmente si trovava nello stesso ospedale che riuscì a contattare l’ufficio amministrativo della Costa Fortuna che nel frattempo era diretta a Dubai.

Lo studio 3A rilasciò  ull’accaduto il seguente comunicato stampa:  “L’accompagnatrice del tour che fino a quel momento si era trattenuta con i due coniugi, comunica loro che deve rientrare in nave ma aggiunge anche di non preoccuparsi perché li avrebbe presto raggiunti un altro addetto, portando loro anche del danaro e il cellulare, rimasti in cabina, e qualche capo di abbigliamento per l’eventuale ricovero. Di fatto, però, la coppia viene abbandonata al suo destino”.

I due baresi una volta terminata la loro personale disavventura si è rivolse ad uno studio di consulenza del capoluogo pugliese per chiedere i danni alla Costa Crociere.

La direzione di Costa Crociere sull’accaduto ha recentemente diramato la seguente nota:   “Siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto alla nostra ospite. La signora, dopo le prime cure che ha ricevuto in struttura ospedaliera locale, ha scelto di non farsi ricoverare e di tornare in nave. Di conseguenza Costa ha organizzato e pagato il pernotto in albergo per lei e il marito, e il trasferimento a Dubai il giorno successivo per il rientro a bordo. Le spese mediche sono state invece rimborsate dall’assicurazione secondo i massimali previsti.  Il nostro personale  ha tenuto costantemente i contatti con la nostra ospite e il marito, riuscendo a raggiungerli telefonicamente anche dalla sede di Genova non appena è stato possibile, per offrire loro aiuto e sincerarsi sul decorso post infortunio. Non appena rientrati a bordo e fino all’arrivo in Italia, inoltre, è stata nostra premura garantire alla signora il massimo dell’assistenza. Considerati questi elementi, seppur spiacenti per l’infortunio, abbiamo ritenuto di non poter dar seguito alla richiesta di danni inviata dallo studio legale della nostra ospite, non sussistendo responsabilità da parte nostra.”