Emiliano per abbellire la città di Bari pensa ai murales

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La questione delle opere sulle facciate dei palazzi baresi sta accendendo gli animi tra Comune del capoluogo barese e Sopraintendenza dei beni Culturali che è rigida sulle proprie posizioni. E mentre i due enti cercano un punto di incontro tra le due rispettive posizioni, gli artisti dello street art continuano irremovibili a realizzare disegni, che a volte si identificano in vere e proprie opere d’arte sui muri della città ma anche su palazzi che sono sottoposti al vincolo indiscutibile e inderogabile della Sopraintendenza. Di qui la diatriba su chi deve decidere per chi e come. La discussione si fa dura soprattutto per i murales comparsi sulle facciate della Caserma Rossani, del sottopassaggio di Via Quintino Sella, del palazzo AQP sito sul lungomare, dove si assiste ancora alla pittata di fasce nere e bianche certamente realizzate con l’aiuto di una cestello posto innalzato con gru.

Sono giorni che in città e tra le forze politiche si parla di questo argomento e nel Consiglio Comunale di un paio di giorni fa circa Filippo Melchiorre, esponente e consigliere di Fratelli d’Italia, ha sottolineato che se è giusto salvaguardare quel che può essere vera espressione di arte, non deve dimenticarsi che vi sono anche delle norme e dei regolamenti che devono essere rispettati senza eccezione per alcuno.

I palazzi di città, ma come qualsiasi immobile di importanza storica ed artistica e dunque per questo posto sotto il vincolo della Sopraintendenza delle Belle Arti, non possono essere macchiati, per quanto artistici, da disegni e segni di geniale fantasia di soggetti che potrebbero essere diversamente apprezzati nel luogo idoneo e che si permettono di sfregiare e comunque sporcare le facciate di strutture, peraltro completamente privi di alcun regolare consenso da qualsiasi ente debba essere rilasciato.

Chi è preposto a tanto deve far rispettare le regole a tutti, chiunque sia e qualunque cosa facci in deroga a quanto statalmente e localmente stabilito e se ogni cittadino è sanzionato in caso di violazione delle regole, perché tanto non debba anche essere rispettato dagli enti pubblici. In fin dei conti, la Pubblica Amministrazione dovrebbe anche dare l’esempio alla cittadinanza. E qui scatta il contrasto.

Nella seduta comunale, il consigliere Melchiorre ha parole in tal senso per ‘assessore al Patrimonio, Floriana Gallucci, rimarcando della rigorosità dell’applicazione delle procedure amministrative senza eccezione per nessuno. Tradotto per il caso dei murales, significherebbe che all’indomani dell’informativa della giunta, ci si aspettava un atto del responsabile del compartimento che indicasse modi e tempi di intervento e che desse il proprio nulla osta in ordine all’esecuzione e mantenimento delle opere sulle facciate degli immobili di città.

Tanto non si sarebbe verificato e avrebbe giustificato l’operato della Polizia municipale presentatasi al Palazzo dell’Economia privi di alcuna informazione in ordine a quanto sopra appena detto. La Gallucci dal suo canto ha controbbattuto con laconiche parole, non prendendo alcuna posizione e riservendosi in merito per necessità di verificare ed accertare quanto fosse stato eseguito o meno dagli uffici comunali. Di qui il putiferio in aula consiliare, anche perché era appena arrivata e dunque nota una comunicazione della Soprintendenza che specificava le direttive di intervento in ordine ai beni tutelati e sottoposti al vincolo paesaggistico e culturale e per i quali dunque ogni intervento necessita di specifica e preventiva autorizzazione. In buona sostanza, secondo l’ufficio dei beni culturali, era obbligo del Comune, prima di prendere qualsiasi personale iniziativa, trasmettere a tale settore, i bozzetti delle opere d’arte e aspettare nulla osta prima di procedere a qualsiasi modifica dello stato dei luoghi.

Antonella Rinella, capo gabinetto del Sindaco e dallo stesso incaricata a seguire tale procedimento, ha avuto un incontro con il Soprintendente per cercare di chiarie e definire al meglio la situazione incresciosa, e comunque della problematica degli spazi pubblicitari in città sulle opere pubbliche, che vedrebbe il Comune in una posizione non troppo corretta, perché avrebbe autorizzato le opere sui palazzi storici della città senza alcuna autorizzazione della Sopraintendenza delle Belle Arti, violando così un iter amministrativo previsto dalla Legge di settore.

La Rinella ha avuto serie parole di encomio per l’esito dell’incontro e anticipato che il Comune dal suo canto provvederà ad integrare la documentazione tecnica assente e necessaria a riequilibrare la posizione dello stesso. Resta comunque il fatto che non vi è ancora nessun provvedimento, di alcuno, che ha posto un divieto agli artisti di non rappresentare ancora le opere di cui sono capaci, per cui la street art continua senza sosta.

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