Bambino rischia di soffocare per una caramella: sottufficiale pugliese gli salva la vita

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Ha cominciato ad urlare perché il figlio non riusciva a respirare, a battere le mani dietro la schiena con la speranza che il bambino tirasse fuori la caramella che non era riuscito a masticare e quindi ad ingoiare. Ci ha provato senza riuscirsi, tra il panico generale e lo sguardo attonito dei presenti per la tragedia che si stava consumando.

Siamo a Pordenone ed è un venerdì mattina, una signora è all’interno della banca con il figlio e attende il suo turno. Quando però si reca allo sportello, il bambino – seduto alle sue spalle – afferra e scarta una caramella, non riesce però a masticarla e la ingoia. Purtroppo per lui, gli va di traverso, il respiro diventa sempre più complicato, i secondi passano e la situazione peggiora. L’intervento della madre non basta, anzi, forse peggiora le cose.

Per fortuna, in quella banca, un uomo si accorge che qualcosa non va, si avvicina alla donna visibilmente sotto shock, e capisce che la situazione le sta sfuggendo di mano. In maniera quasi istintiva, afferra il corpo del piccolo e applica la manovra di Heimlich, una tecnica di primo soccorso per rimuovere un’ostruzione delle vie aeree. L’intervento risulterà decisivo.

Il bambino è fuori pericolo ma non crede ai suoi occhi, tant’è che continua a sostenere di avere ancora la caramella in gola. E’ solo una sensazione. Alberto Mario Laccetti, da sette anni sottufficiale del 32esimo reggimento Carri della ‘Brigata Ariete’, nato e vissuto a Foggia, lo tranquillizza: “Ehi va tutto bene, la caramella non c’è più”. E’ tutto finito, il malcapitato beve un bicchiere d’acqua mentre la madre tira un sospiro di sollievo e abbraccia l’angelo venuto da Foggia. Prima di lasciare l’istituto di credito, si rivolge alla sua creatura: “Ringrazia quest’uomo perché ti ha salvato la vita”. Un’emozione forte, intensa, quella provata da Alberto Mario: “E’ stata una cosa istintiva, in quel momento sai che ti assumi una responsabilità forte”.

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