Strangola la madre nel letto poi giovane 29enne si impicca a una trave

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La figlia non aveva notizie della madre e del fratello già da qualche giorno. Non rispondevano nè al telefono di casa, a Montorio Romano, nel centro della cittadina vicino Monterotondo, nè ai cellulari.

A preoccuparla era soprattutto il fatto che il fratello, Vadim Macarov, moldavo di 29 anni, soffrisse di crisi depressive. E potrebbe essere stato proprio questo profondo malessere a spingere il ragazzo a strangolare la madre Ecaterina, di 62 anni, e a togliersi poi la vita, impiccandosi a una trave di legno al piano superiore dell’abitazione della coppia.

La figlia, che risiede a Roma, ha allertato ieri sera i soccorsi, anche se a scoprire l’omicidio-suicidio sono stati poi i vigili del fuoco che hanno sfondato la porta insieme con il personale medico dell’Ares 118. Per i due non c’era nulla da fare: la sessantenne era sul letto, con graffi e ferite sul collo che sarebbero riconducibili allo strangolamento. Non avrebbe avuto nemmeno il tempo di difendersi. I carabinieri della compagnia di Monterotondo e della stazione di Nerola, coordinati dal Gruppo di Ostia, hanno svolto un sopralluogo nell’abitazione e ascoltato alcuni vicini di casa. Sentite anche la figlia e sorella delle vittime.

Ma da venerdì – in attesa del responso del medico legale sull’ora della morte dei due – gli investigatori dell’Arma cominceranno gli accertamenti sulle condizioni di salute del trentenne e se venisse assistito dai servizi sociali in maniera adeguata. Sembra infatti che, oltre ai parenti più stretti, anche altre persone vicine alla famiglia fossero al corrente della sua patologia, sebbene ai carabinieri non risultino interventi nell’abitazione di madre e figlio e non ci siano denunce per episodi di violenza.

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