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Omicidio nel supermercato, 29enne ammazza a coltellate la collega che lo sgridava

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Era in quel negozio da pochi giorni. Era stato assunto soltanto nell’ultimo periodo e lei aveva avuto il compito di “seguirlo”, di controllare che facesse bene il suo lavoro. E proprio per questo è stata uccisa.

Gli agenti della Squadra mobile di Milano, su decreto emesso dalla pm Giovanna Cavalleri, hanno fermato un ragazzo cinese di ventinove anni – S.H.T., incensurato e irregolare in Italia – per l’omicidio di Suicha Yu, la donna di quarantuno anni ammazzata giovedì pomeriggio in un minimarket di via Messina, Chinatown milanese, dove lei stessa lavorava.

È stato lo stesso presunto assassino, venerdì, a consegnarsi ai carabinieri di Saronno. Nel pomeriggio, il giovane è entrato in caserma e con un italiano stentatissimo ha ammesso: “Ho fatto un omicidio a Milano”. Agli investigatori e al pm, lui stesso ha poi raccontato di aver colpito la sua collega al termine di un raptus causato dall’ennesimo richiamo per un lavoro svolto male.

Da qualche giorno, infatti, Suicha aveva avuto dai titolari del negozio – l’Asia food market – il compito di affiancare quello che poi sarebbe diventato il suo killer. Verso le 14 di giovedì, il ventinovenne ha afferrato un coltello dal reparto macelleria, ha colpito quattro o cinque volte al petto la vittima – subito crollata a terra in un lago di sangue – ed è scappato. Mentre Suicha moriva al pronto soccorso del Niguarda, l’assassino – come ha raccontato lui stesso – è arrivato fino a Saronno, dove poi ha deciso di mettere fine alla sua fuga.

Ai poliziotti, che hanno dovuto anche fare i conti con la reticenza dei titolari del minimarket, il killer ha raccontato di essere arrivato in Italia un anno fa, passando dal Veneto.

Senza una casa, né documenti, fino a giovedì di lui a Milano non c’era traccia, nonostante avesse iniziato a lavorare come commesso in quel negozio che è poi diventato teatro della sua follia.

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