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Tabaccaio chiede a un ragazzo il documento, i genitori lo picchiano e gli spezzano il braccio

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Gli hanno devastato il negozio in zona Città Studi a Milano. Lo hanno picchiato. E gli hanno anche spaccato il braccio. In tutto ha riportato 45 giorni di prognosi. E’ quanto è capitato ad un tabaccaio milanese per il solo fatto di aver fatto il suo dovere chiedendo ad un cliente – un ragazzo apparentemente minorenne – il documento d’identità, come prevede la legge che in quel caso vieta la vendita. Davanti alla sua richiesta, il giovane ha spiegato di non avere con sé il documento ed è andato via a mani vuote. Dopo circa trenta minuti il presunto minore è tornato  con la madre e altri parenti. E’ nata subito una discussione che è velocemente precipitata.

Il commerciante, che gestisce l’attività commerciale con la moglie, ha chiamato le forze dell’ordine. Nel frattempo è intervenuto anche il 118 che lo ha trasportato in ospedale. Oltre alla frattura, l’uomo ha riportato anche diverse piccole contusioni. L’episodio è accaduto nei giorni scorsi e martedì l’uomo ha denunciato tutto alla polizia. Immediata la solidarietà dell’associazione di categoria.

“Al nostro collega, che non mancheremo di sostenere con ogni mezzo possibile, va la solidarietà della Federazione e di tutti i colleghi d’Italia nella speranza che i colpevoli di tanta violenza possano presto essere assicurati alla giustizia”, ha affermato Giovanni Risso, presidente nazionale della Fit, Federazione italiana tabaccai.

“Per il solo fatto di aver adempiuto al suo dovere si è ritrovato al pronto soccorso e con il negozio distrutto dalla violenza dello stesso ragazzo e dei suoi familiari. Sono fatti di una violenza inaudita – ha proseguito Risso – che purtroppo dimostrano ancora una volta la pericolosità del nostro lavoro. Eppure siamo tabaccai, non marines e non possiamo rispondere a violenza con violenza. Preferiamo piuttosto continuare sulla strada intrapresa della difesa passiva e della maggiore collaborazione con le forze dell’ordine, anche grazie ai sistemi di videosorveglianza”.

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