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Da onorevole a 10mila euro al mese a magazziniere con paga da 1.250

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Il 23 marzo scorso, mentre si insediava il nuovo Parlamento, il cinquantaseienne Michele Mognato, ex assessore e vicesindaco di Venezia, ex segretario dei Ds e poi del Pd, nonché ex deputato di LeU, tornava al suo lavoro: magazziniere alla Metro. Anzi, neanche più magazziniere perché in 18 anni di assenza per aspettativa (non retribuita, ovviamente, e senza maturare né anzianità né Tfr né contributi), nel grande self service all’ingrosso di Marghera erano cambiate un po’ di cose. Il suo reparto non c’è più, gli avevano detto quando, non rieletto alla Camera, aveva comunicato la decisione di tornare al lavoro. Così è stato assegnato al reparto no-food, addetto alla vendita di casalinghi, elettrodomestici, articoli per il giardinaggio. Nessuno lo chiama più onorevole, lo stipendio è passato da oltre 10mila euro a 1.250 al mese, ma la passione per la politica non è scemata.

Qual è l’atteggiamento delle persone che sanno chi è e che adesso la trovano dietro il banco?

«C’è chi si mostra stupito che con la politica non abbia trovato un’altra sistemazione, alcuni si mostrano rispettosi, altri non nascondono la soddisfazione. Gliela leggi in faccia: adesso te toca lavorare. Ma io non ho niente da nascondere, sono tornato al mio lavoro. Certo, non è una cosa facile passare dalla politica e dall’amministrazione, un’attività totalizzante, che ti impegna quasi 24 ore su 24, a un lavoro organizzato su turni di sei, sei ore e mezza. Adesso puoi staccare il cervello, con la politica è impossibile»…

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