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In separazione, dal notaio per vendere ​la casa: spara all’ex moglie e si uccide

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Omicidio suicidio in pieno centro a Udine in via Rialto dove una coppia divorziata si era recata nello studio di un notaio per redigere un atto. Improvvisamente l’uomo ha estratto la pistola e ha ucciso l’ex moglie, poi ha puntato l’arma contro se stesso e si è tolto la vita.

È successo questa mattina, mercoledì 13 giugno, dopo le 10 nello studio notarile Amodio-Andrioli, in via Rialto. L’omicida-suicida è l’architetto Giuliano Cattaruzzi, di 80 anni.  L’ex moglie, vittima del suo gesto folle, è Donatella Briosi, 66 anni​, residente a Udine. Ferito di striscio uno degli avvocati presenti.

I due erano andati nello studio del notaio per redigere un atto relativo alla compravendita di una casa che avevano in comune a Tarcento, di proprietà dell’uomo ma gravato da un’ipoteca a favore della ex moglie. Secondo quanto si è appreso la donna era presente proprio per ricevere la sua quota e togliere dunque l’ipoteca.

Oltre alle due vittime e i loro legali, c’erano il notaio Tania Andrioli che seguiva il rogito, la famiglia che avrebbe dovuto acquistare la casa e uno dei due garage e un altro vicino interessato all’acquisto del secondo immobile. Dopo l’esplosione dei primi colpi, padre, madre e figlio sono corsi in strada, mentre un’impiegata dello studio notarile che si trovava al piano di sotto ha chiamato il numero unico di emergenza per segnalare il fatto. Qualcosa è scattato nella mente dell’uomo che aveva portato con sé una piccola pistola: è stato un attimo, l’uccisione dell’ex moglie e un colpo contro se stesso, anche per lui non c’è stato scampo.

L’assassino ha raggiunto alle spalle l’ex moglie, le ha appoggiato un braccio alla schiena, poi ha estratto un revolver a tamburo calibro 38 e ha esploso un primo colpo che è rimbalzato sul pavimento sfiorando gli acquirenti dell’immobile, al lato opposto del tavolo, prima di conficcarsi in due libri della parete di fronte. Poi le ha appoggiato la pistola alla nuca e ha esploso un secondo colpo che le ha trapassato il corpo ferendo di striscio l’avvocatessa che le era al fianco. Infine ha fatto qualche passo indietro e si è puntato la pistola alla gola. È la ricostruzione effettuata dalla Polizia della dinamica dell’omicidio suicidio.

Cattaruzzi viveva a Tarcento, al 5 di via Bernadia, una villa ai piedi del monte Bernadia che aveva progettato lui stesso negli anni Ottanta. L’architetto conviveva da diversi anni con una nuova compagna straniera e la coppia aveva avuto un figlio. Negli ultimi anni viveva alle Canarie. Ed era proprio quella villa a Tarcento, da lui progettata, ad essere oggetto della compravendita.

«È un episodio tragico, c’è stata grande paura anche per la collega» che stava seguendo il rogito. È il primo commento del notaio Paolo Alberto Amodio dello studio in cui l’uomo ha sparato alla moglie prima di suicidarsi. Il notaio era al primo piano dello studio quando ha sentito gli spari. «Non li conoscevo, la collega mi ha riferito che questa era solo l’ufficializzazione dell’accordo – ha aggiunto – dopo diversi incontri».

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