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40enne investe e uccide il marito: aveva scoperto che aveva un’altra

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La relazione sentimentale tra marito e moglie era nei fatti finita da tempo, ma la separazione non era mai stata ufficializzata: all’improvviso una lunghissima e insanabile crisi coniugale si è trasformata in una tragedia, probabilmente dopo la scoperta da parte della donna di una nuova frequentazione dell’uomo.

A Paterno, piccolo paese in provincia di Potenza, i Carabinieri hanno arrestato Maria Pia Vertuccio, di 40 anni, per aver investito con la sua automobile e ucciso il coetaneo Claudio Bitetti. L’accusa è di omicidio volontario premeditato. Stamani l’uomo stava camminando su un marciapiede in località Foresta delle Monache, dove è stato raggiunto dalla donna. Forse tra i due è cominciato l’ennesimo furibondo litigio. Vertuccio ha chiesto spiegazioni sulla circostanza che l’uomo si sarebbe recato nella casa coniugale con un’altra donna. Pochi attimi ancora e la donna ha preso una decisione comunque – secondo secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Compagnia di Viggiano (Potenza) – premeditata. Così ha accelerato, è salita con l’auto sul marciapiede e ha investito l’uomo: il 40enne è finito contro un palo della pubblica illuminazione, «frantumandosi – è specificato in un comunicato diffuso dalla Procura della Repubblica di Potenza, che coordina le indagini – il capo».

A quel punto, con il marito già in fin di vita, la donna non si è fermata. Anzi, ha di nuovo accelerato trasportandolo per alcuni metri e facendolo poi cadere a terra. Sul manto stradale, a dimostrazione della volontà alla base del gesto della donna, non vi sono segni di frenata. Sul posto, oltre ai militari dell’Arma, sono intervenuti anche gli operatori sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare la morte di Bitetti. Ai Carabinieri la dinamica di quello che poteva sembrare un accidentale investimento è apparsa però subito chiara e quindi, dopo aver ascoltato anche altre persone, hanno arrestato la donna in flagranza di reato. A Paterno l’omicidio – «riconducibile a motivi di carattere familiare», è la formula usata nel comunicato della Procura – ha ovviamente creato grande scalpore: in una piccola comunità tutti si conoscono e tutti sapevano che tra i due i rapporti erano molto tesi, ma nessuno poteva immaginare che un normale sabato di luglio si sarebbe trasformato in un dramma.

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