Nel Torinese, ambulanza ritarda i 45’ minuti, i carabinieri l’avevano mandata in un comune sbagliato

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Quattro chiamate al “Nue”, il numero unico di emergenza 112, e tre quarti d’ora d’attesa per un’ambulanza. È quanto accaduto mercoledì sera a due donne di San Secondo di Pinerolo, in provincia di Torino, quando hanno provato a chiedere aiuto per la madre di 83 anni, che era chiusa in casa e non rispondeva alle loro grida.

Alla base del ritardo un errore di localizzazione partito dalla centrale del 112 e arrivato sino a quella del soccorso sanitario 118. Un disguido, denunciato dal quotidiano online “Voce Pinerolese”, che non ha influito sulle sorti dell’anziana, morta già alcune ore prima del ritrovamento, ma che fa sorgere un interrogativo: “Se fosse accaduto con un infarto in corso?”.

 A chiederselo  è G.E., una testimone che quella sera ha provato ad aiutare le due figlie dell’ottatatreenne: “Le ho sentite urlare e ho provato a dare loro una mano – racconta -. Non riuscivamo a entrare in casa perché la signora aveva lasciato le chiavi nella serratura. Dalla finestra la vedevamo seduta sul divano con gli occhi chiusi, ma non rispondeva a nessuno stimolo. Così abbiamo chiamato subito il 112”.

 La prima chiamata di soccorso è partita da via Cagni a San Secondo di Pinerolo alle 19,40. Le tre donne avevano richiesto l’aiuto del 118 e dei vigili del fuoco. Poco dopo, con una seconda chiamata al 112, le donne hanno chiesto di annullare l’intervento dei pompieri: erano riuscite a sfondare la porta di casa da sole, per cui serviva solo l’ambulanza.

 “Ho richiamato subito il Numero unico d’emergenza e spiegato che non volevo più i pompieri, ma solo il 118 – sottolinea G.E. – il Nue mi ha ripassato i vigili del fuoco e ho rispiegato tutto anche a loro. Intanto era già passato un quarto d’ora, ma del 118 nessuna notizia. Passato un altro quarto d’ora ho richiamato il Nue 112 sollecitando l’invio dell’ambulanza. Ancora una volta il Nue mi ha passato il 118 e di nuovo ho dovuto rispiegare tutto. Nemmeno dopo la terza chiamata è arrivata l’ambulanza e dopo altri 15 minuti ho richiamato per la quarta volta, ridando tutte le informazioni”.

 Con la quarta chiamata, l’ultima, finalmente l’intervento va a buon fine e dopo cinque minuti, alle 20,30 circa, arriva il mezzo del 118. In realtà un’ambulanza era partita subito per aiutarle, già alla prima chiamata, ma all’indirizzo sbagliato: via Cagni di Pinerolo. Un problema di omonimia di cui il Nue si è reso conto solo all’ultimo.

 “Senza dubbio c’è stato un errore di localizzazione, non si può negare”, commenta a Repubblica Giovanni La Valle, direttore sanitario della Città della Salute a cui fa capo il Numero unico 112 per Torino e provincia. “Devo capire bene cosa è successo in questo caso. Per fortuna il ritardo non ha influito sulle sorti della donna – continua La Valle – ma prendiamo molto seriamente la questione e siamo già al lavoro per far sì che episodi del genere non si verifichino più”. Sulla localizzazione delle chiamate da parte delle centrali Nue attive in Italia, specifica La Valle, c’è una percentuale di errore del 15 per cento circa. “Il nostro obiettivo è avvicinarci quanto più possibile allo zero per cento”

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