Blue Monday ecco perché il 21 gennaio è il giorno più triste dell’anno

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Lo  chiamano Blue Monday e sarebbe il giorno più triste dell’anno. Sarebbe perché in realtà non lo è, o comunque non può esserlo davvero scientificamente. Vediamo insieme cos’è davvero il Blue Monday e cosa possiamo fare se pensiamo di esserne stati colti.

21 gennaio, tristezza a palate. I calcoli parlano chiaro, il terzo lunedì di gennaio cade il Blue Monday, cioè il giorno più triste dell’anno, quindi per il 2019 la data fissata è per il 21 gennaio.

Come dicevamo, il Blue Monday è considerato il giorno più triste dell’anno e il motivo non ha nulla a che vedere con gli effetti della Luna sulla Terra o con qualche allineamento particolare di pianeti, ma sarebbe il risultato di una formula ‘matematica’ secondo cui la lontananza dalle feste di dicembre e quelle pasquali, unite al clima freddo, alle giornate più buie e al corpo appesantito dalle abbuffate natalizie, in questo periodo saremmo più predisposti alla tristezza rispetto al solito. In realtà questo calcolo, oltre a non essere scientifico, è anche improbabile. Sia perché ad averlo reso di dominio pubblico è stato, nel 2005, uno psicologo britannico, Cliff Arnall, pagato da un’agenzia di viaggio (Sky Travel), rendendo la ‘notizia’ una chiara trovata di marketing per spingere le persone ad acquistare viaggi, sia perché parte da un presupposto non universale: non in tutto il mondo si celebrano le festività cristiane (visto che esistono altre religioni) e non in tutto il mondo è inverno.